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Archive for the ‘Sesso con il bull’ Category

gennaio 14th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Questa esperienza, insieme alla successiva, è stata sicuramente una delle più umilianti!

Come scrivevo in precedenza ci sono momenti in cui il mio lato masochista viene fuori e si mescola al mio folle amore per Erika…. distruggendomi ed eccitandomi! Uno di questi momenti è culminato nella seconda metà di novembre.

Giovedì 19/11 Lino mi contatta su Msn dicendomi che Erika stessa gli aveva chiesto di poter uscire da sola con lui l’indomani. Da sola vuol dire, ovviamente, senza me tra i piedi.

A Lino risposi che non solo la cosa mi stava bene, ma, in quel periodo in cui stavo conoscendo il mio lato masochista, mi avrebbe anche eccitato e non poco. Allora lui, conoscendo le nostre precedenti avventure, rincarò la dose proponendomi il gioco del telefono che avevamo già vissuto con Vito. L’indomani sera però avrei dovuto lavorare e quindi proposi una piccola variante di un registratore vocale. In più mi chiese se mi andasse di vedere anche qualche foto. Come potevo rifiutare? Ci accordammo per l’indomani sera io avrei accompagnato Erika all’appuntamento.

Prima dell’incontro approfondii tanto con Erika quanto con Lino l’aspetto umiliante della situazione: avevo chiesto ad entrambi di non andare per il sottile nel registrare i commenti su di me, in ciò che si sarebbero detto ecc… Ero deciso più che mai a conoscere tanto il profondo dolore dell’eccitazione quanto l’eccitazione del profondo dolore! A Lino chiesi perfino di potermi mandare un’email o comunque di raccontarmi tutto quanto sarebbe accaduto nei minimi dettagli. Mentre Erika mi rispose che la mia umiiliazione era proprio uno dei motivi fondamentali che l’avevano spinta a proporre l’uscita da sola con lui, visto che le piace schiacciarmi e sentimi ai suoi piedi, sentirmi il suo cagnolino, e che se avessi voluto esser trattato ancora più male lo avrebbe fatto a patto però che, il giorno dopo la serata di perversione ci sarebbe stata una serata di amore e coccole. Le sorrisi e abbracciandola le risposi “Sei un tesoro!

La andai a prendere e quando entrò in auto mi salutò a malapena: aveva gia indossato i suoi panni di dominatrice! Aspettammo Lino all’appuntamento mi salutò stringendomi la mano, incrociai lo sguardo di Erika la quale mi disse: “Bè?! Che aspetti ora puoi anche andartene!” e non mi salutò! Tremavo come una foglia: ancora una volta ero di fronte alla realizzazione di una mia fantasia e forse temevo di non reggere al confronto con me stesso!

Il tempo non è mai trascorso così lentamente come quella sera… Un’ora… Due ore… Tre ore e scatta l’ora in cui come da programma sarebbero dovuti rientrare… Ma nulla. Passa ancora mezz’ora…. un’ora oltre quella per cui eravamo d’accordo, ma nulla! Nemmeno un sms. Provai a chiamare lei sul cellulare, ma non rispondeva: è stato allora che sono sceso nelle viscere del mio dolore, le gambe mi reggevano a malapena, tremavo ancor più di prima e… due lacrime scesero lungo le mie guance. Eppure in questo dolore ero follemente felice, felice di provarlo per lei, quasi fosse un’offerta per la mia divinità!

Ecco, ora stavo comprendendo il senso del mio gioco, il senso di questa perversione: non l’assenza di gelosia, tutt’altro: il volerne cavalcare l’onda vivendo pienamente la forte emozione della gelosia!

[Continua nel prossimo post...]

gennaio 8th, 2010  Posted at   Esibizionismo, Sesso con il bull

Ciao a tutti e buon 2010 a tutti quanti. Riprendo il racconto delle nostre avventure scusandomi per la lunga attesa ma, purtroppo, non posso far altro che scrivere nei miei ritagli di tempo! Grazie ancora a tutti. Buona lettura!

Sabato 14/11/09

Ormai era da un pò che non sentivamo più altri singoli ma solo Lino. Ci stavamo conoscendo sempre di più e così decidemmo di passare un sabato sera in sua compagnia. Ci propose anche di presentarci un suo amico, e accettammo che si unisse a noi a patto che avesse accettato il fatto che poteva anche non piacere ad Erika e quindi restare fuori da un eventuale “dopo serata”. Lino, quindi, rispose che avrebbe provveduto lui stesso a spiegare questo al suo amico: Michele.

Passammo tutti 4 una bel preserata con una birra in un pub della nostra città… Dopo Erika moriva dalla voglia di andare a ballare e così ci spostammo in un disco-pub a diversi km da noi… La serata assunse una piega sicuramente inaspettata… Restammo seduti al tavolo tutti 4 prendendo una bottiglia di champagne…. E parlando, nel conoscerci, Michele disse di condividere la stessa passione del ballo di Erika, e che quindi avrebbe accettato ben volentieri il suo invito per qualche ballo in coppia… Quindi dopo qualche istante parti la serata con un po’ di musica movimentata e così Michele non esitò ad alzarsi sollevando la mano della dama…

Iniziarono a ballare, Michele ed Erika sembravano trasportati su di un binario, i loro movimenti erano praticamente all’unisono erano in fase in tutto mentre roteavano tra la folla che si allargava per lasciarli volteggiare. Sembravano… una coppia molto affiatata! Io stavo vedendo la mia dolce Erika così affiatata in coppia con un altro appena conosciuto, mentre io e Lino continuavamo a ballare normalmente a distanza… Subito dopo arrivò il turno di Lino, ed Erika si avvicinò a lui con uno sguardo languido e biricchino assieme, con un sorriso tenero. Lo guardava come non mi guardava più da parecchio tempo, gli portò le braccia al collo e lo baciò come non mi baciava ormai da tanto! Ebbi una piccola paralisi, mi si gelò il sangue, cominciai a comprendere quanto Erika fosse presa Lino, e la cosa più sconvolgente è che lo stavo vedendo lì, in quel locale pubblico, davanti a un sacco di gente!

Lino e Michele si allontanarono per un po’ per andare a fumare ed Erika rimase a ballare con me,insomma ballò con me solo quando Lino e Michele si allontanarono, altrimenti chissà se lo avesse fatto! Mi sentii così “di scorta” e allo stesso tempo tanto eccitato da quella sua femminilità espressa con i due amici e non con me lì davanti a tutti. Con Michele aveva ballato come mai con  me e aveva baciato Lino come ormai non accadeva più da tanto con me.

Quando i due tornarono da noi prendemmo un’altra bottiglia di champagne, Erika era davvero estasiata da tutto l’evolversi della serata, dalle attenzioni di Michele, e soprattutto, dalle attenzioni di Lino da cui sembrava davvero essere sempre più presa. Ma ciò che rendeva sconvolgente questa serata era il fatto che lei aveva tranquillamente ballato, baciato e si era lasciata palpare sia da Lino che da Michele lì davanti a tutti, mentre gli sguardi della gente si facevano sempre più attenti su di noi.

Ballò ancora una volta con loro due e solo alla fine decise di dedicarsi anche un po’ a me, e quando mi baciò, sentii un ovazione da parte di alcuni dei presenti… Insomma la gente si era resa conto di quello che stava accadendo, magari non conosceva nemmeno il significato del termine “cuckold”, e magari non sapeva se quella ragazza fosse impegnata o meno, ma di sicuro si era resa conto che c’era una donna a completa disposizione di tre uomini lì davanti a tutti.

Tutto ciò…. mi è rimasto in mente come… una sorta di consacrazione in pubblico della mia grande assoggettazione all’amore della mia vita o, appunto, della mia follia d’amore!

Andammo via ma mi ero incupito, specialmente per essermi reso conto di quanto Erika cominciava ad essere coinvolta da Lino, ma non era questo ciò che più mi faceva male, quanto il fatto che mi era sembrata molto più coinvolta da lui di quanto non lo fosse da me! Insomma il problema non era ciò che aveva fatto con Lino, ma ciò che ormai NON faceva da tempo con me!

Tornando, in un momento in cui sia Lino che Michele uscirono dall’auto, Erika mi chiese come mai fossi così incupito, ma le dissi che le avrei risposto se e solo se mi avesse promesso di non modificare il corso della serata, le avrei detto cosa mi aveva fatto male, ma non volevo rovinarle la serata.

Quando i due tornarono fu proprio Lino a proporre di terminare la serata con un po’ di sesso, ma non avendo un buon posto a disposizione dovevamo accontentarci di un monolocale freddissimo a mia disposizione. Lì Erika disse che avrebbe dedicato uno strip per tutti tre, ma così non fu, lo strip lo fece, ma sembrava davvero dedicato quasi esclusivamente a Lino: guardava sempre lui mentre si spogliava, quasi sempre i suoi indumenti li gettava su di lui, e indovinate sulle gambe di chi salì a cavalcioni una volta nuda….. Insomma questa fu davvero la conferma del progressivo coinvoligmento di Erika con Lino!

Cominciarono loro tre e io restai a guardare, ma come ho detto, il monolocale era così freddo, ma così freddo che Lino non riuscì a mantenere sufficientemente la sua erezione, Michele venne dopo pochissimo e quando Erika mi fece segno di unirmi a loro anche io non riuscii a durare per più di qualche minuto. Povera Erika, tre uomini e non riuscì ad avere nemmeno un’orgasmo!

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

dicembre 22nd, 2009  Posted at   Umiliazione - Cuckold Estremo

Il problema con Lino è che nessuno di noi tre ha la possibilità di ospitare. Così la cosa più ovvia è aspettare che qualcuno di noi abbia la propria casa libera, come quel venerdì di metà novembre in cui avevo la mia casa libera, anche se ero vincolato dal fatto di dover ultimare un lavoro entro il fine settimana.

Come spesso accade quando non ho la possibilità di uscire a causa delle mie scadenze lavorative Erika viene a passare la serata da me standomi affianco… Ed esattamente come un gatto coccolone, mentre lavoro poggia la testa sulle mie ginocchia e si lascia accarezzare a lungo (essì Erika è anche e soprattutto questo), così proposi a Lino di unirsi a noi intanto che finissi le mie cose per scambiare due chiacchiere e poterci conoscere meglio.

Di solito, in queste occasioni, non dovendo uscire, ad Erika bastano indumenti informali: un jeans, una maglietta o una felpa e due semplici scarpe, ma quella sera mi raggiunse vestita di tutto punto: stivali neri con tacchi a spillo, calze aturoeggenti color carne, minigonna nera e un top scuro oltre ad un trucco impeccabile! Capii subito che questo era dovuto all’imminente arrivo di Lino, ma preso dall’eccitazione iniziai a sfiorarle le gambe e baciarla. Anche lei mi baciò molto vigorosamente ma questo durò solo qualche secondo, appena il tempo di avere un’erezione fortissima, quando si staccò da me, e con la testa china ma gli occhi alti, con quell’aria di furbetta, sorridendo mi disse:

No! Tu no! Stasera non sono per te!

Rimasi un attimo interdetto e così Erika velò questo suo istinto dominatore con un blando pietismo aggiungendo:

Ti va se facciamo così?

Che senso avrebbe essere coinvolto quando so benissimo di non esserlo nella sua mente? Inoltre avevo davvero tanto da fare e quindi ne avrei approfittato per finire le mie cose.

Poco dopo arrivò Lino e versai da bere per tutti tre, ma Erika non perdeva occasione per attirare le sue attenzioni: anche nel bere il suo limoncello ne approfittava per fissarlo mentre mordicchiava il bordo del bicchiere!

Poi ad un tratto Lino dice una frase che non ricordo bene a cui Erika rispose

… E io aspetto…. Non so cosa sto aspettando…

di sicuro indirizzata ai suoi tentennamenti. Lino le permise a malapena di terminare la risposta che le cinse il braccio attorno alla vita portandola con forza verso di sè e iniziandola a baciare con gran foga. Si baciarono per almeno 5 minuti, e io ero rimasto lì con il mio bicchiere in mano… Non sapevo cosa fare, o cosa dire, mi sentivo terribilmente di più… Io, il ragazzo di Erika, mi senivo di troppo in quel momento… Gli dissi di seguirmi nell’altra stanza in cui c’era un grande divano ad angolo con superficie camosciata. Lì lui le tolse subito il top e la gonna lasciandola solo con reggiseno, perizoma, autoreggenti e stivali, continuò a baciarla togliendole quasi tutto il trucco dal viso mentre le tolse via anche il reggiseno.

A quel punto, poi fu Lino a togliersi i propri indumenti mostrando un fisico davvero ben curato, dal petto all’addome, dalle braccia alle gambe. Mi resi conto che di sicuro doveva essere l’amante di Erika con il fisico migliore di tutti quelli avuti. Mi faceva uno strano effetto vedere Erika posseduta da quel fisico praticamente perfetto, mi rendevo conto che se anche avessi partecipato di sicuro non avrei potuto reggere il confronto con lui. Vedevo Erika scogliersi ed infuocarsi contemporaneamente tra le braccia di un uomo che avevo riconosciuto superiore a me… Ebbi un piccolo momento di sconforto e mi allontanai per poter continuare il mio lavoro…

Ovviamente, però, a lavorare così non si riusciva, e meno che mai quando iniziai a sentire le urla di Erika, che ormai non ricordava più dove fosse il contegno…. Non resistetti e tornai dietro la loro porta ad origliare, ero così fortemente eccitato ed umiliato che dicisi di riaprire la porta e tornare dentro a vederli… vidi Erika ancora con stivali ed autoreggenti che lo cavalcava stando a cavalcioni senza di lui.  Da dietro potevo notare le dimensioni di Lino, che come tutto il resto del suo corpo, mi comunicarono un senso di inferiorità: non tanto in lunghezza quanto in spessore. Erika mi aveva sempre detto che preferiva lo spessore “modesto” come il mio, ora invece si stava dimenando su quel cazzo davvero molto spesso! L’altra cosa su cui mi fermai a riflettere fu che in quella posizione con me Erika non resiste più di qualche minuto e poi dice di essersi stancata le gambe, mentre con lui, erano almeno 10 minuti che lo cavalcava! Insomma Erika se lo stava sbranando. Poi Erika si voltò verso me, mi lancio uno sguardo da cannibale che mira alla sua preda, e sempre guardandomi, mentre intanto continuava a cavalcarlo, passo la lingua sulle proprie labbra dicendomi: “vedi come sono troia?”. Poi voltò la testa nuovamente verso lui e riprese a baciarlo con foga.

Si stava facendo tardi e decisi di riprovare a tornare alle mie faccende, ma invano. Le urla di Erika non lasciavano la mia testa, e tornai nuovamente ad origliarli. Tra i loro lamenti sentii qualche stralcio di dialgo che più o meno era così:

Lino: Cosa ti piace di me?

Erika: Tutto, il tuo petto, le tue braccia, i tuoi addominali….

Lino: E di Francesco cosa ti piace?

Erika: La sua dolcezza!

In pratica Erika gli aveva appena detto che in confronto a lui di me non le piaceva nulla fisicamente…. Insomma aveva suggellato la sua superiorità!

Entrai e di lì a poco Erika prese a segare e leccare quel grosso cazzo fino a fargli riempire il suo preservativo… Erika dopo si lasciò andare sul divano esausta mentre Lino si rivestiva, e mi chiamò al suo fianco “ordinandomi” di farle le coccole. Poi mi disse:

Erika: ti è piaciuto guardarmi?

Io: Si!

Erika: Si?!?! E chi ti ha detto che potevi guardare?!?

Mi gelò il sangue questa sua domanda, la guardai e notai un sorriso beffardo… Abbassai lo sguardo mentre continuavo ad accarezzarle le gambe e riuscii a sibilare un semplice

Io: S… scusa…

Restammo un po’ tutti tre a parlare e si fecero inesorabilmente le due passate, così Lino si offrì di accompagnare Erika. Così dopo le telefonai chiedendole di cosa avessero parlato… Ma mi rispose che non avevano parlato di nulla di importante e che si erano baciati con molta foga prima di salutarsi. Questa fu indubbiamente una cosa che mi fece nient’altro che male… Baciarla al suo rientro sotto casa è una di quelle prerogative che non vorrei mai perdere con lei, e mi ripromisi che d’ora in poi l’avrei sempre riaccompagnata io.

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

Trovare un titolo per questo post è stata davvero cosa non facile, dato che, per dovere di cronaca in ordine cronologico, devo raccontare più cose.

Il primo aneddoto importante è quello del nuovo Club Privé. Come ricorderete, il club privé che frequentavamo era stato chiuso da un blitz delle forze dell’0rdine, e questo ci aveva lasciato “a piedi” per un po’ di tempo, finché seguendo le indicazioni di alcuni amici conosciuti nel privé ormai chiuso e cercando informazioni su internet, riguardo il posto e le indicazioni stradali riuscimmo a raggiungere quello che sicuramente è il miglior club privé della nostra zona e, forse, del centro-sud! Giunti lì restammo impressionati dalle auto presenti nel parcheggio, sintomo di una buona selezione. Dopo i doveri burocratici, lasciato l’ingresso, all’interno fummo impressionati dallo sfarzo del posto, restammo a bocca aperta: mi ricordava davvero la villa della loggia massonica in cui si intrufola il protagonista di “eyes wide shut“! A questo si aggiungeva l’area con due piscine (di cui una idromassaggio), bagno turco, sauna, e persino un solarium! La sala video del precedente club era uno stanzino con due divanetti un tavolino e un vecchio televisore a CRT, mentre questa era davvero un piccolo cinema porno all’interno della villa stessa! La selezione era ben fatta, bei singoli distinti, belle coppie, e c’era anche qualche coppia giovane della nostra età. Ma soprattutto la cosa che mi impressionò positivamente fu la presenza di un corpo di security composto da 5 – 6 uomini che giravano per il club restando collegati tramite auricolare. Per intenderci le auricolari potevano anche essere finte, ma di sicuro ispirano un senso di sicurezza che ti porta a vivere la serata in maniera davvero spensierata! Insomma, che dire, questo club privé era davvero uno spettacolo e da allora, ci siamo ritornati ogni sabato, anche se questo ci porta ogni settimana a fare 2 ore di auto (più altre 2 ore di auto per il ritorno, quindi in tutto 4)!

L’altro fatto importante da raccontare è che dopo il sabato della fortissima esperienza raccontata nel post precedente non abbiamo più rivisto Vito, in quanto si è fatto sentire molto meno e ho colto la palla al balzo per stroncare sul nascere il crescente coinvolgimento mentale di Erika nei suoi confronti, facendo leva sull’orgoglio di Erika nello spingerla a non ricontattarlo! Inoltre, c’è da dire, che una esperienza così forte lascia un gran segno anche quando l’eccitazione è ormai finita e questo mi ha indotto a parlare con Erika per chiarire che un altra esperienza in mia assenza o comunque umiliante per me sarebbe stata vissuta solo dietro mio espresso consenso e comunque molto raramente. Non che non mi fosse piaciuta questa esperienza, anzi, ma semplicemente volevo riprendere le redini dei mie sentimenti dando carta bianca solo quando mi sento pronto per questo al 1000% e in questo modo godere al massimo di queste situazioni più estreme. Questo comunque non avrebbe precluso la possibilità da parte di Erika di poter riproporre un’altra situazione del genere, io ovviamente avrei potuto rifiutare come accettare! L’unica eccezione al mio consenso (ma non alla sporadicità) sarebbe stata quella del caso (comunque fino ad oggi, quindi per altri due mesi, mai verificatosi) di una sua avventura di nascosto, per la quale non ci sarebbe bisogno del mio consenso (ovviamente, sennò come fa ad essere di nascosto?), ma che dovrebbe subito essere rapportata al “gioco di coppia”, anche nel giorno stesso, come meglio le aggrada: con il racconto, con gli indizi, ecc. Queste accortezze, assieme alle regole descritte nel post “Cosa è andato storto con Luca, le regole del gioco”, sarebbero state d’ora in avanti le uniche regole di “buon senso” da seguire, mentre tutto il resto sarebbe stato lasciato alla fantasia/immaginazione/improvvisazione!

Ultimo aneddoto importante da raccontarvi in questo post è quello di Halloween! Ovviamente decidemmo di passare la “serata delle streghe” al club privé sopra descritto, in cui una volta arrivati, notammo che era stato aggiunto un nuovo cubo al centro della pista molto rialzato e con un palo per lap-dance, che nulla ha da invidiare ai cubi dei locali di lap-dance! Un idillio per una esibizionista e amante del ballo come Erika! Purtroppo però, per l’ocassione speciale di Halloween la pista da ballo (grandissima!) compreso il cubo era gremita, ed Erika quindi non potette fare il suo usuale strip da favola. O almeno non potette farlo sul cubo, ma sulla pista… certo non aspettò di farselo chiedere… Così mentre ballava tolse a ritmo di musica il suo cappello da strega, poi  il suo vestitino e poi il suo reggiseno restando solo con il suo perizoma.

Si strusciava a me, quando fu avvicinata da un singolo, la stessa altezza nostra circa, fisico normale, e viso da classico “bravo ragazzo”. Capii che le piaceva e li lasciai ballare… O meglio lasciai ballare Erika mentre lui cercava di ancheggiare per tentare di starle dietro… Poi mi riavvicinai e prendemmo a ballare per un po’ tutti tre assieme finché decidemmo di andare a bere qualcosa al bar… Lì ci presentammo, si chiama Gianrocco, con qualche anno in più a noi. Al bar Erika mi affidò il suo vestitino da strega per andarlo a riporlo in armadietto volendo rimanere in topless e così feci… Al mio ritorno vidi Gianrocco ed Erika a limonare avidamente vicino al bancone del bar e mi chiesi se non lo avesse fatto di proposito a mandarmi agli armadietti… Mi avvicinai, ma sembravano non essersene accorti… Mi sentivo ancora una volta eccitato, umiliato, ma anche tanto imbarazzato: non sapevo cosa fare… Finalmente scollegarono le loro bocche ed Erika mi propose di andare in camera…. Quella sera aveva le mestruazioni e non poteva far nulla, ma promise che ci saremmo divertiti lo stesso… E lì si inginocchiò, sbottonò i pantaloni di Gianrocco e prese a succhiarlo, ma senza il preservativo nonostante le mie ripetute raccomandazioni! Gianrocco, forse preso dall’eccessivo trasporto, venne praticamente immediatamente senza avere nemmeno l’erezione, sporcando il seno e la spalla di Erika. Fu davvero eccitante vederla sporca di sperma di uno appena conosciuto, e lo pensavo mentre mi avvicinavo a lei per il mio turno quando… Prende la mia testa e la porta con violenza sulla sua spalla sporca di sperma di Gianrocco…. Mi  colse alla sprovvista… Umiliandomi tantissimo nel lasciarmi sul viso lo sperma di quello sconosciuto… Forse è stata l’umiliazione più grande della mia vita, l’ho vista solo qualche volta in qualche film porno cuckold… Ma mi eccitò e non poco. E così poi si abbassò ed iniziò a succhiare anche me finché non mi lasciò schizzare sul pavimento.

La serata si concluse prendendo il numero di Gianrocco e rientrando a casa…. Ma durante il rientro mi sono arrabbiato molto con Erika per la questione del preservativo e dello sperma… Mi è piaciuto si, ma ne vale la pena rischiare un’intera vita per un minuto di piacere? Onestamente credo di no.

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

dicembre 14th, 2009  Posted at   Umiliazione - Cuckold Estremo

E così con i racconti arriviamo alla seconda metà di ottobre… Il 24/10/09 esattamente, una data che difficilmente dimenticherò!

Erika aveva una voglia matta di Vito, e Vito, ovviamente, una voglia matta di Erika… Vito aveva quel sabato pomeriggio libero, Erika anche, ma io no… Avevo del lavoro da sbrigare a casa entro il fine settimana… Ma Erika insistette per poterlo vedere con o senza me, con quella “dolcezza prepotente” che solo le donne conoscono… Specialmente le donne consce del loro potere. E ho ceduto al suo immenso potere su di me!

Sì, è vero, io ho a volte (non sempre) degli impulsi masochistici che mi spingono a fantasticare su umiliazioni fatte da Erika su di me, come quella che possa vedere i suoi amanti da sola, ma non ero ancora pronto, e di sicuro senza le sue insistenze non lo avrei mai proposto da me! Ma come ho già detto precedentemente il suo potere su di me è immenso, inghiottii il boccone, e pensai “forse è giunto il momento che guardi in faccia la mia stessa mente” toccando con mano le mie stesse fantasie estreme.

L’appuntamento era per le 17,30. Guardo l’orologio continuamente, penso che a questo punto lui dovrebbe essere da lei… vorrei chiamarla, ma mi trattengo… Immagino lei che sale sull’auto di un altro e lo saluta baciandolo come fossi io ed impazzisco… Poi ad un tratto squilla il cellulare. È Erika, mi chiedo come mai, visto che sono passati non più di venti minuti dalle 17,30.

Erika: Ciao Francesco, ci puoi dare le indicazioni per quel Bed and Breakfast che conoscevi?

Io: Ma come, di già? Non andate nemmeno a bere qualcosa prima?

Erika, ridendo: E chi resiste? Ci stiamo già sbranando…. Dai ti passo Vito dagli le indicazioni, e muoviti che non ce la faccio più!

Incredibile… Con me dice sempre che ha bisogno di bere qualcosa prima per creare un pò di atmosfera…. Mentre ora che era con lui, persino quel “muoviti” pesante come un macigno…. Me lo passò e iniziai a dargli le indicazioni… Ci pensai per un attimo: stavo dando le indicazioni su dove potersi scopare la mia ragazza ad uno dei suoi amanti preferiti! Alla fine un semplice grazie e riagganciò.

Io ero a casa che cercavo di lavorare ma non ci riuscivo, sconvolto ed eccitato come ero… Pensavo continuamente a loro cosa potessero fare, cosa avrebbero detto… Non vedevo l’ora di riabbracciarla… Non riuscivo a non pensare alle parole di Erika che avevo appena sentito! Mi avevano scosso, terrorizzato a causa del fatto che erano la conferma del suo grande coinvolgimento con Vito, ma mi avevano anche eccitato non poco!

Ma dopo una decina di minuti squilla ancora il telefono, è Erika, e mi sento davvero stano, ho paura a rispondere, inizio a tremare, le mie mani sono fredde…

Io: Pronto?

Erika: Vuoi sapere cosa sto facendo? Ho in mano un gran bel cazzo, e non è il tuo… Ti piace?

Riesco a sibilare un timido si… E dopo un po’ sento l’inequivocabile rumore del cazzo di Vito che stantuffa la sua bocca…. Io mi sento male, il cuore mi batte velocissimo, mi sento così umiliato, non basta sapere che è con un altro, devo anche sentire! Ma allo stesso tempo sono eccitatissimo… So che quella troia è la mia ragazza e tra qualche ora tornerà da me, e chissà cosa combinerà a me a quel punto…

La pompa va avanti per qualche minuto poi mi dice al telefono:

Erika: Ora non resisto più voglio scoparmelo metto il viva-voce così puoi sentire anche tu. Voglio che non lavori, ma che sia preso a pensare a me! Toccati se vuoi, ma non lavorare!

Io: ok!

Aveva preso davvero sul serio i miei impulsi masochistici di cui qualche volta le avevo parlato! Io ero seduto su una sedia sconvolto e mi toccavo con le mie mani gelide da questo turbine di emozioni. La sentivo gemere, e sentivo ansimare anche lui. Lei era davvero presa, gemeva a voce molto alta, ripetendogli che era bravissimo, che la stava facendo godere tanto, e ogni tanto si rivolgeva a me gridando “Mi senti? Ti piace sentire come faccio la troia?!?

Dopo qualche minuto la sentii urlare, e pensai che fosse venuta, e di lì a poco senti anche i gemiti di Vito che si allungavnao sempre più, segno inequivocabile che stava riempiendo il preservativo dentro di lei…. A quel punto sento Erika prendere il telefono togliere il viva-voce e dirmi: “Scusami amore ora chiudo ci risentiamo dopo“. E con queste due parole mi liquida chiudendo la chiamata senza darmi il tempo di rispondere… Erano le 18,15 in solo tre quarti d’ora da quando si erano incontrati avevano già fatto tutto!

Io ero a casa sconvolto, mi tremavano le gambe e decisi di fermarmi nel toccarmi, anche perchè dovevo iniziare a prepararmi altrimenti avrei fatto tardi. Ero così sconvolto che entrai nella doccia con gli occhiali e me ne accorsi che li indossavo solo quando vidi bagnarsi i vetri. Aveva ottenuto ciò che voleva: la mia mente era interamente sua.

Il tempo passava ma non ebbi più nessun segno di vita da loro… chiamai Erika alle 20, quasi due ore dopo averla sentita l’ultima volta, chiededole che fine avesse fatto e come mai non mi avesse dato più notizie. Mi rispose

Scusami, amore, ma non ho visto l’rologio, eravamo troppo presi nel farlo e rifarlo ancora… Ci vediamo tra dieci minuti

Andai all’appuntamento e ricordo che ebbi un’emozione fortissima di smarrimento nel vederla baciarlo prima di scendere dalla sua auto e venire verso di me. Mi abbracciò e sentii un forte senso di liberazione, la strinsi davvero forte, era come se mi avessero tolto un macigno dallo stomaco e dalle gambe. Andammo da me… la feci sedere sul letto e mi feci raccontare tutto. Mi disse che appena entrati in camera Vito l’aveva presa con forza e baciata vigorosamente, che non era riuscita a venire, ma aveva finto (il perchè di questo non lo conosco), mentre Vito era venuto tutte tre le volte che lo avevano fatto. Mi disse che tra le altre cose Vito aveva gradito tantissimo il fatto di farmi ascoltare la scopata al teleono, e che le aveva detto di essersi dispiaciuto di non poterla sporcare di sperma per evitare si fare casino, mentre lei tra sè e sè aveva pensato “vabbè non è un problema, dopo chiamo Francesco e mi faccio pulire da lui“.

Tutte queste cose me le aveva raccontate mentre mi aveva chiesto di scoparla per rifarsi del fatto di non essere riuscita a venire, le raccontava chiudendo gli occhi mentre scopava con me, stava evidentemente pensando ancora a lui. Godette in maniera molto intensa… Mi sentivo stringere il cazzo tra le sue labbra con una forza incredibile, poi una volta avuto il suo orgasmo mi chiese di uscire perchè “troppo stanca”. Uscii e continuai a toccarmi mentre le chiesi, se le fosse piaciuto di più con lui. Mi rispose di si. Mentre ero in ginocchio sul letto affianco a lei e mi toccavo, le chiesi di dirmi che non se ne fa un cazzo di me…. Le venne molto naturale accontentarmi, mentre ebbi un orgasmo agghiacciante che mi portò a riempire un semplice e squallido fazzoletto affianco a lei, sfogando le emozioni di questa sua prima esperienza in mia assenza.

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

dicembre 12th, 2009  Posted at   Umiliazione - Cuckold Estremo

Ormai il club privè che frequentavamo era stato chiuso da un blitz che aveva trovato davvero poco in regola, compresa la presenza di parecchi pregiudicati (ora si spiegava tutto). Quindi non avevamo altra scelta che creare le nostre situazioni in maniera privata… Così Erika premette per contattare Vito, e conciliando con i suoi molti impegni non potemmo trovare di meglio che che un’oretta e mezza una sera per poter bere qualcosa.

Chiamai Erika durante il tardo pomeriggio mentre si steva preparando e ricordo che sentii la sua voce enormemente emozionata. Non la riconosccevo: sembrava una ragazzina al suo primo appuntamento. Non la sentivo così dai nostri primi appuntamenti. Dopo averle detto quello che dovevo dirle prima di riagganciare lei avanza una strana proposta:

Erika: Amore, posso chiederti una cosa? Mi piace tantissimo la macchina di Vito e mi piacerebbe che andassimo a bere qualcosa con la sua, glielo puoi dire?

Vito ha una bellissima e nuovissima coupé, che aveva colpito moltissimo Erika.

Io: Per me andrebbe anche bene, ma lo sai che ha solo due posti, come facciamo?

Erika: Ah! E se gli chiedessi di andare con due macchine e io andassi con lui, ti dispiacerebbe? Ti farebbe male se poi tu vai da solo e io vado nella sua macchina?

Era una cosa a cui non avevo mai pensato e in quel momento, mentre cercai di immaginare, mi prese una fortissima eccitazione accompagnata da forte angoscia. Avevo paura, onestamente, avevo tanta paura, ma la curiosità e l’eccitazione furono più forti e accettai. Appena riagganciai però mi chiesi che cazzo avessi fatto!

Ci demmo appuntamento sotto casa di Erika, quando scese ci salutò entrambi… era visibilmente emozionata, Vito la prendeva davvero tanto. Alla fine ci rendemmo conto che non aveva la sua coupè, ma una smart, ma il fatto che ad Erika piacesse quell’auto mi dava tanto di scusa, tanto che alla fine decise lo stesso di andare in auto con lui, mentre io li avrei preceduti per fare strada.

Fu un’esperienza fortissima, mai avrei creduto di provarla, è ben diversa dal classico gioco in cui i due siedono dietro, in quel caso almeno puoi sentire cosa dicono, mentre io no… Potevo soltanto immaginare, guardare dallo specchietto e immaginare. Tutto questo ancora una volta mi faceva sentire tagliato fuori e umiliato, un cornuto umiliato! Ma allo stesso tempo sapevo che quella bellissima ragazza che vedevo nello specchietto con un altro prima o poi lo avrebbe abbandonato per tornare da me. L’ancora di salvataggio di ogni cuckold. In tutte queste fortissime emozioni dovevo guidare per raggiungere un’altra città limitrofa. E non è facile, ragazzi, non avete idea di quante volte stessi per perdere il controllo dell’auto. Lo specchietto, l’eccitazione, le corna, la gelosia, l’attesa di poterla riabbracciare e la strada. Non avevo mai provato nulla di tutto ciò, mi sentivo realmente nel trip di una droga.

Cercavo sempre di dare uno sguardo nello specchietto, ma non era facile sulla provinciale buia avendo tra l’altro i suoi fari nello specchietto,  inoltre Vito sembrava lo facesse apposta ad andare sempre più lentamente quasi come se volesse dire “vai avanti, perchè ora è mia!” E il fatto di non poterla vedere nello specchietto come (ingenuamente) avevo immaginato, rendeva il tutto ancora più umiliante… Non sapevo nulla di loro, non sapevo se lei lo avesse baciato o se lo avesse toccato o accarezzato, non sapevo se avesse ancora il suo cappotto addosso, nulla di tutto ciò! Davo uno sguardo fugace al cellulare nella speranza di poter ricevere un suo SMS, con qualche indizio di loro… nulla! Ero davvero tagliato fuori… Il mio cuore era fuori controllo.

Poi arriviamo ad un semaforo proprio sulla provinciale. Per fortuna era rosso e dovemmo fermarci. Finalmente potetti intravedere qualcosa del loro abitacolo leggermente illuminato di rosso: Erika aveva tolto il suo cappotto, potevo benissimo vedere le sue spalle nude uscire dalle bretelle del suo top, e mentre aveva appoggiato la sua testa sulla spalla di Vito, gli stava accarezzando il volto con la sua mano destra. Fu questa dolcezza a sconvolgermi totalmente.

Scattò il verde è diventò nuovamente complicato riuscire a vederli, finchè giungemmo nelle luci dell’altra città. Qui potetti vedere molto bene…. Potetti vedere davvero chiaramente che una bredella del suo topo era scesa…. Non capivo… Si stava spogliando? Quando è con me in auto si fa mille problemi nel timore di poter essere vista, ma con lui aveva perso tutte le inibizioni.

Arrivammo ad un semaforo in città, mi fermai, ed inaspettatamente loro si fermarono al mio fianco, non dietro di me…. Abbassarono il finestrino e ridendo mi chiesero “Bè? Come va?”. Io diventai rosso e mi sentivo piccolo piccolo: provai veramente vergogna. Non so con certezza perchè mi avessero affiancato, ma credo proprio che volessero umiliarmi e tanto: il sorriso di Erika era il tipico sorriso beffardo di chi è consapevole del suo potere. Erika era consapevole del suo immenso potere sui miei sentimenti, e questo potere su di me voleva leggermelo negli occhi, voleva sentirsi onnipotente!

Finalmente, arrivammo al locale, e l’ultimo colpo nello stomaco lo ebbi nel vederli raggiungermi abbracciati dopo aver parcheggiato. Erano loro a formare la coppia. Quando sedemmo al tavolo Erika ancora evitava il mio contatto come la volta precedente, ma non disdegnava di certo le carezze di Vito. Mi raccontarono del loro viaggio: mi dissero che si erano coccolati parecchio durante il tragitto, che Erika gli aveva accarezzato soprattutto i pantaloni durante il tragitto, e soprattutto mi dissero che Erika gli aveva mostrato di non aver indossato le mutande. Ma ovviamente glielo aveva mostrato con il tatto lasciandosi toccare da lui… anche nel tratto cittadino! Cavolo, pensai, alla faccia delle inibizioni che ha con me: la smart ha i vetri praticamente panoramici! Mi confessarono anche che per un pò avevano pensato di fermarsi, appartarsi, spegnere i telefoni e scopare, senza dirmi nulla, lasciandomi davanti nel tragitto ad aspettarli, come un cornuto senza dignità! Mi dissero che non lo fecere per evitare di farmi preoccupare nel non vederli arrivare…. solo per questo!

Vito però dovette scappare presto, nonostante le insistenze di Erika che lo avrebbe voluto… al suo fianco (per così dire) per il resto della sera.

Rientrammo andammo da me, e facemmo l’amore… Erika aveva rifiutato il mio contatto fisico fino ad allora, mentre in quel momento lo stavamo facendo e tutto questo era strano, inoltre lei stava scopando con gli occhi chiusi: era evidente che stesse pensando a Vito. Così le dissi:

Io: Che c’è? Anche oggi volevi lui e non me? Dimmelo che avresti voluto lui!

Erika rincarando inaspettamente la dose: Sì! Certo che volevo lui, che cazzo me ne devo fare di te? Voglio Vito. Perche mi devo accontentare?

A subire quella ennesima umiliazione mi successe una cosa che non mi era mai successa prima: ebbi un orgasmo letteralmente pietrificante, le mie gambe si bloccarono, e mi si annebbiò la vista. Era la prima volta che provavo un orgasmo simile, persi quasi coscienza ed Erika si fermò addirittura un attimo ad assicurarsi che non stessi male! Dovete scusarmi ma non posso descrivere meglio con le parole quelle sensazioni!

Infine Erika volle mandare un sms a Vito di cui riporto il testo: Ciao sono Erika, la tua panterona… Perchè sei andato via? Non si fa così! Mi son dovuta accontentare di Francesco. La prossima volta non mi scappi

Questo è ciò che ricordo di quell’sms tranne il termine “accontentare” che mi si è impresso fin troppo bene come culmine di una delle serate più umilianti, ma sicuramente la più eccitante, della mia vita.

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore

dicembre 9th, 2009  Posted at   Sesso con il bull

Rieccoci.

Il nostro amico Vito è un Pr e di lì ad una settimana iniziammo già a ricevere i primi sms di invito a serate in discoteca, discopub ecc… Così il venerdì dopo decidemmo di accettare un invito di questi in cui ci assicurava che avremmo avuto ingresso e consumazioni gratuite.

Passai a prendere Erika con l’auto e scese vestita di tutto punto: era uno schianto! Calze autoreggenti chiare color carne, decoltè nere con tacco altissimo una mini non troppo corta ma che comunque lasciava davvero poco all’immaginazione e poi mi mostrò un top molto ben scollato sotto il suo cappotto… Era truccata in maniera impeccabile, anche con qualche brillantino sul viso, era davvero radiosa. Mi bacia con un leggerissimo bacio a stampo appena sfiorato, per evitare di toglierle il rossetto, mi dice.

Ci rechiamo nella città in cui si teneva questa serata e durante il tragitto la vedo euforica, dice che si sente radiosa, energica, che aveva tanta voglia di ballare e di fare pazzie (non meglio identificate). Così penso “sarà una bella serata allora” e le accarezzo la coscia portando sempre più la mia mano verso l’interno, ma…. lei chiude la gambe e mi allontana la mano! La guardo stranito e lei fa finta di nulla! Ci riprovo un altro paio di volte durante il tragitto, ma nulla… mi dice che non se la sente… che si sente troppo euforica per essere toccata… E il nesso qual’è? Boh!

Arriviamo e mentre aspettiamo all’ingresso mi sussurra che aveva voglia di fare l’amore. Ma come non si sentiva troppo euforica per questo? Quando entrammo reincontrammo Vito per la prima volta dopo quella serata al club privè. Restammo un po’ parlare ma lui mi sembrava un po’ distaccato, mentre lei si era illuminata nel vederlo… Era sorridente, radiosa, cercava in tutti i modi di mettersi in mostra: per esempio si era tolta il cappotto e mentre parlava con lui aveva appoggiato le spalle su una colonna dietro di sè in modo da mettere in risalto la sua scollatura. Ancora una volta avevo provato quella stranissima sensazione descritta nel post precedente nel vederla attirare le attenzioni di un altro! Ma lui… era freddo quando ad un tratto abbiamo capito il motivo di tanta freddezza: si avvicina una ragazza (piuttosto arrabbiata) che gli dice delle cose all’orecchio e lo porta via con sè! Devo dire che quella di far ingelosire le fidanzate/mogli è una situazione che dà sempre tanto piacere tanto a me quanto ad Erika. Ci sorridemmo e continuammo a fare un giro.

Provai ad abbracciarla, ma ancora mi allontanò da lei… Sarò troppo ingenuo ma davvero non capivo il motivo di tanti rifiuti e devo dire che un po’ me la presi e quando se ne rese conto fu lei stessa ad abbracciarmi.

La serata non decollava, la musica era per lo più lounge da ascolto, Vito era nelle grinfie di quella ragazza, così decidemmo di togliere le tende dopo averlo salutato e durante il saluto Erika gli disse: “Sicuro di voler restare qui e di non voler venire con me?”Ancora una volta non capivo… Mi aveva sempre rifiutato e ora quell’invito così plateale….

Tornando nella nostra città accarezzai le gambe di Erika ma ancora mi rifiutò dicendomi che ormai vista la serata fiacca le era passata tutta l’euforia e non se la sentiva di fare più nulla… e si addormentò. Prima non voleva far nulla perchè troppo euforica, ora perchè troppo poco euforica?

Quando arrivai sotto casa sua presi le redini in mano. Le dissi di vuotare il sacco e di dirmi cosa avesse. Nulla. La misi sul piano delle fantasie, le chiesi di dirmi sempre delle sue fantasie erotiche, anche se…. credeva potessero farmi male… Stava per cedere, aprì la bocca per dire qualcosa ma poi si bloccò. Dai dimmi. Passai all’ultima mossa, le baciai il collo sussurandole: “volevi essere solo sua stasera, eh?”. Sorrise. Bingo! Mi disse che lo aveva tenuto dentro perchè non voleva ferirmi. Le risposi che poteva dirmelo e che per me sarebbe andato bene se fatto raramente!

A me d’un tratto era sparita tutta la gelosia nel sentirmi nuovamente partecipe dei suoi pensieri. Ero eccitatissimo da questa sua confessione, le sorrisi e le dissi se le andasse di fare un gioco. Le proposi di raccontarmi tutto ciò che avrebbe voluto fare con lui quella sera stessa mentre io mi sarei toccato davanti a lei. Accettò con un sorriso e iniziò a raccontarmi…. Io mi toccavo davanti a lei, sotto casa sua! Mi sentivo così… tradito e partecipe allo stesso tempo… La vedevo chiudere gli occhi e non sfiorarmi nemmeno mentre raccontava… ma raccontava e così mi rendeva partecipe… Venni tantissimo nel vederla accarezzarsi le sue cosce e la sua figa mentre continuava a pensare a lui. E nonostante avessi preparato diversi fazzoletti ero comunque riuscito a sporcarmi! Ero un aquilone in balìa di un folle vento! Mi sorrise con un espressione soddisfatta e “superiore”, propria di un essere che sa di avere tutto il potere su di un altro. Restammo un po’ abbracciati e ci salutammo.

A presto. Il vostro Francesco pazzo d’amore.

dicembre 8th, 2009  Posted at   Club Privée, Sesso con il bull

Prima metà di settembre ’09.

È passato un bel po’ di tempo finchè Erika è guarita del tutto e siamo potuti tornare al club privè. Al nostro ritorno però la serata che abbiamo trovato era davvero fiacca: pochi singoli, tutti avanti con l’età o comunque molto brutti e tutt’altro che eleganti. Tra questi ve n’era solo uno decisamente fuori dalla media della serata: sui 35, ben curato, anche nei modi, insomma fu subito adocchiato da Erika, che non esitò a farsi notare da lui. Devo dire che vederla ballare impegnandosi al massimo per essere notata da un altro e non da me mi diede davvero una bella sensazione. Non riesco a spiegare questa sensazione a parole, era come se mi aspettassi di dover essere invidiato da lui.

Come faccio spesso quella sera alternavo momenti in cui ballavo con Erika a momenti in cui la lasciavo ballare sola e mi defilavo sui divanetti a godermi tutto il suo esibizionismo. Proprio mentre ero sui divani mi si avvicinò il ragazzo adocchiato da Erika, si presentò come Vito (ovviamente anche questo è un nome di fantasia), mi chiese se fossi il ragazzo di quella splendida creatura e mi chiese anche se lei fosse italiana! Questa domanda mi lasciò parecchio interdetto, risposi affermativamente alzando le spalle. Mi spiegò che me lo aveva chiesto perchè si reca spesso in brasile ed Erika si muoveva come una ballerina brasiliana. Insomma l’intento di Erika di farsi notare da Vito era riuscito alla perfezione!

Ballammo un pò tutti tre ed era davvero palese che anche Vito sapesse ballare molto bene come Erika. Insomma l’unico che non sapeva ballare tra tutti tre ero io, quindi fui in breve estromesso.  Per un attimo mi sono fermato a notare questo e un brivido mi ha percorso la schiena. Si strusciarono parecchio e Vito le passo più volte le mani sotto il suo vestitino. Poi ad un tratto  fu proprio Erika a chidermi di recarci in camera.

In camera notai subito una cosa: Vito non si gettò in tuffo su Erika, ma parlammo parecchio restando seduti sul letto. Questa è una cosa abbastanza inusuale per un singolo (almeno da queste parti). Abbiamo parlato a lungo ci siamo presentati e conosciuti, lui ha ricoperto Erika di complimenti, e credo che proprio questo suo atteggiamento accomodante e gentile abbia fatto colpo su di lei. Infatti poco dopo fu Erika a sfiorare con la sua mano quella di Vito. Eravamo seduti tutti tre di fianco e Vito anzicchè passare all’attacco a questo punto disse ad Erika di rivolgergli le spalle prese a farle dei massaggi!!! Io a quel punto essendo seduto dall’altro lato massaggiai i piedi e le gambe di Erika. Vidi il suo viso rilassarsi improvvisamente e i suoi occhi chiudersi quasi come se si stessero abbandonando ad un’estasi estrema. Era la situazione che avevo sempre sognato: lei era incredibilmente al centro del mondo che si stava richiudendo su di lei in un caldo abbraccio.

In questa situazione Erika portò la sua testa indietro sul petto di Vito così da poterlo baciare, mentre passava la mano dietro la sua nuca accarezzandolo. Io invece ero ai suoi piedi continuando a massaggiarli finché portai la mia testa tra le sue gambe prendendo a leccarla avidamente e… quanto era bagnata! Questa era la dimostrazione di quanto fosse presa da quella sua delicatezza e gentilezza.

Si girarono e Vito prese a penetrarla nella posizione del missionario mentre continuava a massaggiare le sue piccole spalle. Non avevo mai visto fare una cosa del genere (tra l’altro quando l’ho riprovata io mi sono reso conto che è davvero difficile riuscire a mantenere l’equilibrio se le mani sono impegnate nei massaggi…) e lei… lei era terribilmente trasportata da lui! Era praticamene in un’altra dimensione, accompagnata per mano da quel bull tutt’altro che rude! E io… Io ero lì affianco che mi ritagliavo il mio piccolo spazietto baciandole le guance e accarezzandole il seno! Poi d’un tratto mi sbottonò i pantaloni e mi accolse nella sua bocca, mentre continuava a gemere al ritmo dei dolci ma profondi colpi di Vito. Mi sentivo del tutto trasportato dal piacere di Erika e a questo si aggiungeva quella sensazione di dolce strazio tipica della gelosia di queste situazioni!

Vito non ci mise molto a venire, e dopo cominciai a penetrare anche io Erika stringendola forte al mio petto fino ad inondarla del mio piacere (prendeva ancora la pillola). Ricordo che i suoi ultimi gemiti erano misti a sorrisi di soddisfazione. E non l’avevo mai vista così soddisfatta! Che sensazioni quella sera!

Quando siamo tornati verso la pista era Erika stessa a premere perchè prendessi il numero di Vito. Incredibile, tanti bull si vantano di una supervirilità  e di chissà quale forza, mentre un bull gentleman l’aveva completamente rapita!

Intanto devo aggiungere un aneddoto utile ai racconti dei prossimi eventi. Avevamo risposto ad un annuncio di un singolo il cui incontro però era stato sempre rinviato a causa del fatto che nel fine settimana Erika preferiva tornare nei club privè per dar sfogo alla sua insaziabile voglia di esibizionismo. Inoltre a causa del fatto che avremmo incontrato il gentleman Vito il suo contro fu rinviato tantissimo fino a che… Ma quella di Lino è un’altra storia che riprenderò in seguito.

A presto. Il vostro Francesco pazzo d’amore

novembre 4th, 2009  Posted at   Regole del gioco cuckold, Sesso con il bull

Marco da tempo ci aveva invitati a casa sua così quella sera fissammo un appuntamento nella sua città.

Erika era bellissima: un vestitino corto ma a maniche lunghe, con una ampia scollatura, faceva risaltare tutto il meglio di lei, un decolté con tacco a spillo da 100 metteva ben in risalto le sue splendide e raffinate caviglie e un cappotto elegante chiudeva come un scrigno questo splendido tesoro.

Marco ci raggiunse con la sua auto, così lasciammo la nostra e salimmo sulla sua. La casa era molto piccola ma davvero accogliente, metteva facilmente a proprio agio.  Appena arrivati andai in bagno, e dalle voci sentii che Marco si stava facendo avanti in mia assenza, mentre Erika aveva rifiutato dicendo che voleva che io fossi presente. A sentire questo ebbi una strana sensazione di vertigini quasi come se mi mancasse la terra sotto i piedi e stessi fluttuando nell’aria… Tutto questo insieme ad una grande erezione!

Quando fummo tutti 3 di nuovo assieme Marco ci chiese di poterci mostrare la sua casa, e una volta arrivati in camera da letto fece notare che aveva sky e che potevamo restare sul letto (matrimoniale) ad ascoltare un po’ di musica. Così fu, ma francamente di musica non ricordo un gran ché… Infatti di lì a poco iniziammo ad accarezzare le gambe di Erika, ricordo benissimo con quanta passione Erika iniziò a baciarlo giocando con la sua lingua mentre passava la sua mano sui suoi pantaloni massaggiandoli dolcemente. Io intanto baciavo e accarezzavo la sua scollatura, perdendomici dentro.

Poco alla volta Marco, man mano che accarezzava le gambe di Erika, tirò sempre più su il suo vestitino fino a far uscire allo scoperto il suo perizoma in modo da poterci passare la mano…  Così Marco ebbe quasi un richiamo verso il basso e nello staccare la sua bocca da quella di Erika notai che lei aveva l’espressione di un neonato a cui si sottrae un ciucciotto: aveva una voglia matta di continuare a baciarlo e nessuna intenzione di smettere… Così, mentre Marco cominciò a passare il suo viso sul perizoma di Erika, lei mi sbottono i pantaloni mi ordinò di toglierli e di mettermi in ginocchio vicino al suo viso, così che potesse avere il mio cazzo nella sua bocca… È stata una faticaccia riuscire a resistere senza venire, e per riuscire in questo proposi a Marco di invertire i ruoli: cominciai a leccare la sua figa, immergendo la mia lingua in un mix di umori di Erika e saliva di Marco, mentre alzando un pò lo sguardo vedevo Erika che faticava a portare quell’enorme cazzo nella sua bocca! Questa situazione durò per qualche minuto in cui Erika si godeva la mia lingua e contemporaneamente passava la sua lingua dalla base alla punta del fallo di Marco senza disprezzare lo scroto e i suoi bassi addominali perfetti da palestrato!

La mossa successiva fu Erika a determinarla: mi fece staccare dal suo nettare, fece sdraiare Marco supino, gli disse di indossare il preservativo, mentre lei si sedette sul suo cazzo ricevendolo finalmente dentro di lei. Era davvero enorme, non tanto in lunghezza quanto in spessore, ed Erika emise un gemito di dolore e piacere assieme! Proprio i due stessi sentimenti che stavo provando io in quel momento: dolore e piacere nel vedere per la prima volta la mia ragazza con un cazzo non mio dentro di lei… La gelosia mi faceva stare male, avevo vampate di calore, giramenti di testa, ma contemporaneamente sapevo che quella troia che si dimenava sul cazzo di quello sconosciuto, prima o poi avrebbe maciullato pure me. Sensazioni mescolate: attesa, gelosia, eccitazione, umiliazione, paura, e soprattutto servilismo nei confronti della donna per cui il mio sentimento si andava sempre più trasformando da amore a vera e propria adorazione! Tutti questi sentimenti furono accresciuti nel vedere Erika che da smorza-candela si piegava su di lui abbracciandolo stringendolo a sé e ripetendogli quanto fosse bello! Fu così che Erika venne la prima volta in un fortissimo grido! Fu la prima volta in cui avevo visto la mia ragazza avere un orgasmo non con me… Il mio cervello ormai era completamente andato!

Così Marco chiese se potesse togliere il preservativo e venire nella sua bocca, ma Erika rifiutò concedendogli al massimo di farlo venire sul suo seno e sulla pancia… E così fu Erika iniziò a segarlo fino a farlo schizzare sulla sua pancia… E ancora fortissime emozioni per me… Lo sperma di un altro stava bagnando il corpo della mia dolcissima ragazza.

Io intanto da bravo schiavetto di Erika avevo aspettato, e rivolgendosi a me disse che non era finita lì, che aveva ancora voglia e mi ordinò di entrare dentro di lei, ovviamente nel mio caso senza preservativo dato che allora prendeva la pillola. Una sensazione indimenticabile fare l’amore con lei dopo che ha scopato con uno sconosciuto, con il suo sperma ancora sulla sua pancia e che si spalma tra il suo ed il mio ventre… Fare l’amore con la donna che ami (o meglio che adori), mentre lo sperma (con il suo odore) della persona che l’ha fatta godere prima di te è ancora sulla sua e sulla tua pelle… Un’emozione fortissima! Erika venne subito dopo con un altro grido fortissimo mentre abbracciandomi affondò le sue unghie nella mia schiena… Io venni subito dopo inondandole la figa per più di un minuto continuando a mugugnare… Mi sentivo così immensamente Suo! È stata la prima vera esperienza di gioco del cuckolding con la mia dolce compagna di vita e ci ha già regalato così tante emozioni.

Restammo qualche minuto a coccolare Erika, e parlare un po’. In questo frangente  Marco ci chiese come mai non avessimo ancora frequentato i club privèe e  rispondemmo che temevamo che si facesse troppa “carne da macello” della “povera” Erika e che temevamo i costi troppo elevati. Ci rassicurò su entrambe le cose, mettendomi a conoscenza del fatto che le coppie pagano una sciocchezza in confronto ai singoli.

Andammo via e ci recammo prima in pizzeria e dopo a fare una lunga passeggiata in cui ci siamo coccolati come non mai. Mi sentivo così unito a lei, e innamorato come non mai. Avevamo trovato la ricetta giusta: il gioco si… ma dopo l’affetto e le coccole erano tutte e solo nostre! Grazie amore!

A presto. Il vostro Francesco pazzo d’amore

ottobre 27th, 2009  Posted at   Sesso con il bull

Intanto dagli ami dei social network continuavamo ad avvertire continui sfrattoni… I ragazzi continuavano ad abboccare.

Tra i tanti spiccavano i messaggi di un certo Marco con il quale la conversazione si era sviluppata decisamente di più che con gli altri, e, tra l’altro era anche un bel ragazzo. Così mettiamo via la maschera e dichiariamo le nostre intenzioni invitandolo una sera a bere qualcosa…
Così, quando ci incontriamo una volta rotti gli indugi cominciamo a chiacchierare per conoscerci un pò… gli parliamo della nostra esperienza con Luigi, ci parla delle sue esperienze (davvero un bel curriculum), e così scopriamo un ragazzo davvero simpatico e con molta esperienza.

Passeggiamo un bel pò e durante tutto il tragitto noto che è decisamente bravo a mettere Erika sotto i riflettori: mille complimenti, la abbraccia, la sfiora, insomma la fa sentire davvero desiderata. Era proprio ciò che cercavamo!

Giunti al locale chiediamo di prendere un tavolo al piano superiore che scopriamo ben presto essere praticamente deserto…………………………. A volte le circostanze sembrano andare tutte in un’unica direzione! Chissà perchè decidiamo di sederci tutti 3 dallo stesso lato del tavolo con Erika al centro e consultare i menu si fa davvero un’impresa ardua! Vi giuro che ci ho messo mezz’ora per scegliere una tra 3 birre, perchè il deserto attorno a noi pur sapendo che eravamo in un locale pubblico, le gambe accavallate ben in vista di Erika tra di noi e il suo sguardo da principessa consapevole di essere l’unica primadonna della serata rendevano l’atmosfera decisamente incandescente… Non avevamo mai vissuto una situazione del genere, sembrava l’incipit di un film porno!

Così intanto che arrivano le bevande decidiamo di “stuzzicare” qualcosa… o meglio iniziamo a stuzzicare la nostra principessa… e i mille complimenti si trasformano presto in carezze sulle sue gambe, baci sul suo collo, persino leccate sui suoi capezzoli ormai galeotti in fuga dal suo vestitino… Ci ricomponiamo un attimo quando sentiamo giungere il cameriere a consegnare le bibite, ma sono bibite che praticamente non berremo per nulla… E così ricominciano le nostre effusioni pilotate dalla paura che potesse salire qualcuno da un momento all’altro, finchè Erika sbottona i nostri pantaloni… Lì ho vissuto una fortissima emozione sulla strada del gioco cuckold vero e proprio: la paura di poter essere visti mi impediva l’erezione mentre dal pantalone di marco aveva tirato fuori un arnese con delle dimensioni davvero fuori dal comune. Non che le dimensioni eccessive le piacciano anzi… le provocano parecchio dolore e per nulla piacere, preferisce le dimensioni medie, ma quel confronto così evidente… era parecchio umiliante. Allora lei nel vedermi così mi chiese se avessi dei problemi e risposi di no, che poteva stare tranquilla, e così un pò mi ignorò e si dedicò maggiormente a Marco.

Mi sentivo morire nel vederla maneggiare un cazzo in un locale pubblico… Non avrei mai immaginato potesse succedere, e meno che mai dalla ragazza che qualche mese prima mi chiedeva il permesso di indossare una gonna! Ma come sempre il piacere più immenso per me proveniva dal suo sguardo… completamente a suo agio e decisamente compiaciuta di avere “nelle sue mani” il piacere di due uomini tutti per lei.

Mentre continua a masturbarlo fa giocare la sua lingua con quella di Marco, e subito dopo con la mia…. quasi come lo facesse per conferma della nostra totale disposizione pensando “Ahhhh, ecco sono tutti per me!”.

Purtroppo però sentiamo i passi per le scale…. uno sguardo e in fretta ci risistemiamo per quel che è possibile. Un gruppo di ragazze aveva preso un tavolo proprio di fronte al nostro… Che sfiga! Così decidemmo di dedicare il resto del tempo alle bevande dimenticate sul tavolino…  Poi mentre andavamo via l’ultima emozione della serata… Erika era ancora un pò scomposta… e la situazione (seduti tutti 3 sullo stesso divanetto anche se un pò stretti) dava un pò all’occhio, e passando abbiamo sentito le ragazze ridacchiare di noi, così Erika ha risposto con un bel sorriso della serie “ve rosica, eh?!”.

Quella sera ho vissuto alcune delle emozioni più belle della mia vita… Grazie amore!

A presto!

ottobre 25th, 2009  Posted at   Sesso con il bull

Lasciammo passare due settimane da quella sera, fino ad arrivare al giorno del mio compleanno… Quindi ho invitato Luigi a casa mia per poter bere e mangiare qualcosa.
Gli animi si erano comunque di molto raffreddati e quindi c’era la necessità di dover scuotere un pò le acque. Così ricordo che presi la fotocamera e proposi di fare qualche foto ricordo “per il mio compleanno”  Posizionai la fotocamera con l’autoscatto, ci mettemmo in posa dietro la torta, ma feci in modo di mettere Erika al centro e chiesi a Luigi che le baciassimo contemporaneamente le guance durante lo scatto!

Bingo! Anche questa volta il ghiaccio era stato rotto! Infatti di lì a poco eravamo sul divano con Erika al centro mentre le baciavamo avidamente il collo, ma la sensazione più bella per me, come al solito, era vedere il suo piacere salire alle stelle, vedere i suoi occhi che si chiudevano in uno stato di semi-trance. Era estasiata dal sentire entrambe le nostre bocche accarezzarle il collo, era inebriata dal sentirsi l’obiettivo della nostra brama, brama di cui lei è tanto assetata! Mi sentivo così strano nel vedere la lingua di un’altro ragazzo accarezzare la pelle del suo collo, sentivo la gelosia assalirmi lo stomaco e stringermelo ma allo stesso tempo ero eccitato nel baciarla anche io, e soprattutto ero eccitatissimo nel vedere Erika distendersi nel suo piacere.

Gelosia ed eccitazione, piacere e sofferenza, le due facce della medaglia del gioco cuckold si mescolavano in me in un mix di emozioni totalmente inebriante.

Poi iniziai a scostarle il vestitino per poterle baciare il suo magnifico seno mentre intanto lei aveva tirato fuori la lingua a caccia di quella di Luigi. Proprio lui poco dopo era accovacciato dinanzi al divano, ai piedi della Dea, partendo proprio da lì, dal toglierle le scarpe e baciarle i suoi graziosissimi piedi, per poi continuare ad accarezzarle le gambe salendo fin su al centro nevralgico del suo piacere. Ricordo che quando Luigi aveva avvicinato il volto io stavo accarezzando con tutta la mano la sua figa ed era completamete bagnata, così spostai la mano e lui potè immergersi nel piacere di Erika carezzandola con la sua lingua dapprima esternamente e poi internamente, quasi come un’orso che abbia trovato il miele più buono del mondo.
Allora cominciai a sentire Erika tremare di piacere, mentre si spostò sdraiandosi sul divano in modo da permettere a Luigi di proseguire ma contemporaneamente da riuscire a sbottonare i miei pantaloni, e ad accogliermi nella sua bocca!
Prima di allora non avevo mai provato una sensazione così bella… Vederla godere in quel modo, e contemporaneamente avere il cazzo prigioniero della sua bocca!
Tutto questo andò avanti qualche minuto finchè invertimmo i ruoli…. Luigi avvicinò il suo cazzo a lei, mentre io ebbi l’onore di poter succhiare il suo nettare, e anche questa volta ricordo di averla sentita tremare di piacere!
Poi dopo qualche minuto Erika inziò a non riusicre più a tenere il ritmo e chiese di fermarci. Così una delle serate più belle della nostra vita si chiuse restando tutti tre seduti con lei al centro e ricoprendola di carezze, baci, massaggi, coccole e attenzioni, di quelle attenzioni che tanto cerca e che mai le potranno bastare!

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’amore.

ottobre 23rd, 2009  Posted at   Sesso con il bull

Non è stato facile smuovere Luigi causa la sua inesperienza. Finché…
Una sera (di gran pioggia) siamo stati tutti 3 in un locale a bere qualcosa. Era un locale in stile “arabo” in cui quindi bisogna sedere sui pouf, e questo permetteva ad Erika di distendere le sue gambe scoperte mostrandole in tutto il suo splendore, oltre che di doversi chinare in avanti per prendere qualcosa dal tavolo e quindi mostrando tutta la sua 3^ abbondante… Non era eccessiva, nè volgare quella sera, ma molto ma molto elegante e affascinante, e allo stesso tempo innocente quasi da “ragazza della porta accanto” come solo lei sa essere!
La timidezza di Luigi non gli aveva permesso di farsi avanti in nessun modo se non con qualche complimento anche quando mi sono assentato per andare in bagno… nulla.
Così siamo usciti e il fatto di avere un solo ombrello per 3 persone, bisogna dire che ha aiutato parecchio la situazione… Siamo andati in auto, e ho parcheggiato sulla litoranea. A un certo punto tra tutti i discorsi, tra tutte le parole cade il silenzio. Tutto tace a parte lo scroscio della pioggia sulla carrozzeria dell’auto. Penso: “è arrivato il momento”… Inghiotto un bel po’ di saliva e dico “amore, cosa ne dici se andiamo anche noi dietro?”. Inutile riportare la risposta…
Dopo un po’ che eravamo tutti 3 dietro, con lei al centro, finalmente lui comincia ad accarezzarle la gamba, ad annusarle il collo… Ecco ci siamo! Le tempie pulsavano come non mai! Lo faccio anche io, le accarezzo la coscia il seno… E lei, lei… con la sua aria compiaciuta e dominante quasi da mistress raccoglie tutte quelle nostre attenzioni, stando ben attenta a non lasciarne nemmeno un briciolo! Mi sentivo così immensamente SUO…
La situazione era davvero da sogno… Lì sul lungomare illuminato, nascosti a malapena dall’acqua che veniva giù lungo i finestrini e che ci avvolgeva nelle nostre emozioni, nel nostro calore e nei nostri respiri. Qualcosa che solo qualche mese prima era ancora nei miei sogni, e lì sembrava destinata a rimanere.
Qui si fermerebbe un racconto fatto di sole cose belle. Ma la realtà non ha un solo lato, specie quando si inizia e non si è ancora consci di quale sia il proprio terreno da tastare…

Ad un tratto Erika inizia a baciare solo lui, a strusciarsi solo con lui, e questo va avanti per qualche minuto. Io d’un tratto sembro essere diventato “di troppo”. Quello che doveva essere un NOSTRO gioco di coppia è diventato un LORO gioco… E io?!
Ricordo davvero poco di quei momenti… Ricordo solo che ho cercato di resistere pensando che fosse per il suo piacere, ma poi ho iniziato a tremare e ad avere una sensazione pesante di nausea. Non ce la facevo più. La cosa giusta era interrompere: se avessimo proseguito SOLO per il suo piacere, ma senza un minimo di piacere per me, evidentemente non ci sarebbe stato più nessun gioco “di coppia”.
Così quando vidi che lui stava anche iniziando a toccarle la figa, ho trovato il coraggio: due colpi di tosse e… “Scusate ragazzi… Ma non me la sento di continuare così! È meglio se per oggi ci fermiamo per favore.”
Così ho spiegato loro ciò che avevo vissuto, sia le magnifiche sensazioni iniziali, sia le pessime finali, rassicurando Luigi che non era un problema suo ma che semplicemente io e Erika dovevamo capire meglio cosa fa per noi e cosa no, fin dove possiamo spingerci e soprattutto come! E soprattutto ho dovuto ammettere di non sentirmi ancora pronto per un rapporto di cuckold in senso stretto.
Indubbiamente penso che queste riflessioni hanno fatto schizzare alle stelle il nostro livello di affiatamento e conoscenza reciproca, d’altronde, il vero obiettivo di qualunque fantasia di coppia. Ed è proprio per questo che conservo un bellissimo ricordo di quella serata, seppure mi sia sentito così male. Infatti è grazie a quel malessere, e alle riflessioni da lì scaturite, che oggi io e Erika ci sentiamo una delle coppie più affiatate al mondo!
Grazie amore!


PAZZO D'AMORE – Diario di un cuckold

ATTENZIONE: Il blog contiene racconti di esperienze a sfondo erotico.

Per questo motivo, nonostante NON contenga materiale pornografico, la sua lettura è destinata ad un pubblico adulto e consapevole.