!--[if gte IE 5.5]> div.disclaimer_bg { position:absolute; left: expression( ( 0 + ( ignoreMe2 = document.documentElement.scrollLeft ? document.documentElement.scrollLeft : document.body.scrollLeft ) ) + 'px' ); top: expression( ( 0 + ( ignoreMe = document.documentElement.scrollTop ? document.documentElement.scrollTop : document.body.scrollTop ) ) + 'px' ); }

Archive for the ‘Umiliazione – Cuckold Estremo’ Category

ottobre 5th, 2011  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Lo scorso sabato è successo qualcosa di strano.

Siamo stati al club, Erika ha ballato come sempre, e come sempre si è divertita come una matta a far eccitare tutti quanti, sempre al centro delle attenzioni, cibandosi degli sguardi e della voglia altrui. Di solito però si era fermata qui.

Sabato, invece dopo qualche minuto che lei ballava con un single (obbiettivamente un bel ragazzo), l’ho vista allontanarsi dalla pista da ballo tenendolo per mano e quasi trascinandolo verso l’area privé. Ho cercato di seguirli, ma è sembrato quasi come fossero spariti, dileguati… Mi sentivo un segugio abbandonato alla ricerca disperata del proprio padrone cercando di fiutare le sue tracce.

Erika l’ho rivista dopo circa una mezzoretta, riprendendo a ballare come fosse nulla, per ripetere ancora una volta, con un altro single la stessa fuga verso le camere… Di nuovo senza dirmi nulla, lanciandomi solo uno sguardo che sembrava misto tra uno sguardo si sfida e uno di ansia di voler essere soddisfatta a tutti i costi. Ho cercato di nuovo di seguirla, ma questa volta, anche avendo visto dov’era diretta, mi ha semplicemente sbattuto la porta in faccia. È passato solo qualche minuto prima che sentissi i suoi lamenti di goduria, e così quel vortice, quel vuoto che ho sentito dentro mi ha trascinato nuovamente verso la sala principale del club, camminando mesto, aspettando solo di rivederla presto.

Ma non è finita qui. Erika, una volta tornata da me è andata a bere qualcosa insieme ad un altro single, ma non so cosa si siano detti per l’esattezza. L’unica cosa certa è che poco dopo erano a ballare insieme e lì, davanti a tutti, dopo pochissimo Erika si è inginocchiata, ha sbottonato i suoi pantaloni, gli ha messo lei stessa un preservativo, ed ha accolto il suo cazzo tra le sue labbra, inziando ad andare su e giù con la testa a tempo di musica. Sono rimasto sconcertato, umiliato dal sentire gli sguardi di chi ci conosce su di me. Erika che si è sempre dichiarata troppo esigente nei gusti… proprio lei stava facendo una strage. A questo si aggiungeva in me l’invidia per quello sconosciuto che stava godendo della sua bocca.

Non è passato tanto tempo, che Erika si è alzata quasi scocciata da lui, è venuta aggressivamente da me, si è abbassata, ha sbottonato i miei pantaloni inziando a succhiare me, questa volta, davanti a tutti… Era diversa dal solito, non era dolce come solo lei sa essere, sembrava avere “fame” di qualcosa. E così sono esploso nella sua bocca, sul suo viso, inondandola di me… Lei però no n si è fermata, aveva gli occhi chiusi e sembrava quasi non se ne fosse accorta del fatto che fossi già venuto, finchè si è staccata e ha inziato a giocare con le dita e lo sperma che aveva nella sua bocca, ha riempito le sue dita del mio piacere e le ha passate nella mia bocca, continuando a passarmi il resto dello sperma che aveva ancora tra le sue labbra baciandomi.

Sentivo quel forte sapore di sperma in bocca, un sapore troppo forte a cui un uomo difficilmente si abitua. Ma quel sapore è stato condito dall’esplosione dell’umiliazione finale quando Erika si è avvicinata al mio orecchio sussurandomi:

Mangiala tu, perché non voglio la tua sborra, voglio quella di Carlo!

Lì è stato tutto chiaro, la fame di Erika ha avuto un senso: non potendo ancora ottenere Carlo lo ha cercato, cercato e ricercato in altri uomini, me compreso, usandoci fino all’ultimo.

 

marzo 30th, 2010  Posted at   amore, Umiliazione - Cuckold Estremo

Ci ho pensato a lungo sul pubblicare questo evento o meno.

Capita spesso nelle coppie che i problemi prima di manifestarsi siano latenti, ma ci sono. Uno dei vantaggi di questo nostro gioco, invece, è indubbiamente quello di poter mettere sempre a dura prova il nostro legame e ogni volta estrarne un esito: o è molto forte, o se c’è qualche problema latente questo viene tirato fuori con qualcosa che va storto e sappiamo su cosa  operare per renderlo più forte!

Questo è ciò che è successo due  sabati fa (20/03).

Abbiamo deciso di ritornare al club privé, però questa volta con  Fabio. Erika ha voluto dargli appuntamento sulla strada per raggiungerlo,  quindi fuori dal club privé, non dentro. Immaginavo già cosa le stava frullando nella testa, ma la lasciai libera di esprimere la sua volontà. Così, una volta giunti al luogo dell’appuntamento (a circa 2 km dal club), dopo i dovuti saluti, Erika mi chiese se potesse proseguire il tragitto nella sua auto invece che nella mia. Ovviamente accettai e lasciai che mi seguissero a distanza esattamente come nel gioco delle auto che avevamo già fatto tempo prima con Vito.

Giunti al club, siamo scesi dalle auto e abbiamo proseguito verso l’ingresso, ma mentre loro procedevano abbracciati io li seguivo dietro. Ormai le intenzioni di Erika erano chiarissime: far coppia con Fabio e lasciarmi nell’umiliazione di essere ai margini della serata!

All’ingresso ho salutato il presidente del club il quale non ha risparmiato certo qualche sorriso intuendo bene la situazione nel vedere le mani di Erika e Fabio intrecciate. Nonostante ciò Fabio ha pagato la sua quota da singolo e ci siamo diretti verso il guardaroba. Qui il primo imbarazzo della serata: non so come abbiano fatto ma hanno lasciato tutte le loro cose finendo molto prima di me, così appena mi sono voltato li ho visti intenti in un grande bacio molto passionale, e indubbiamente molto lungo. Fui assalito da un fortissimo senso di gelosia che quasi mi paralizzò inoltre ebbi tanta vergogna di questa situazione che si era creata tra il guardaroba e l’ingresso sotto gli sguardi del presidente e delle altre coppie che intanto giungevano al club. A questo si aggiunse anche l’enorme imbarazzo dovuto al fatto che  non sapevo cosa fare nel mentre e così se in un primo momento ho atteso nella mia prostrazione che potessero interrompere il bacio, successivamente non ho più resistito e li ho invitati a proseguire all’interno.

Mi hanno rivolto uno sguardo scocciato ma poi hanno proseguito verso l’interno, sempre rigorosamente abbracciati. Non hanno perso tempo e così sono andati subito verso il centro della pista a ballare sempre abbracciati e molto stretti, quasi come se il ritmo incalzante house-dance non li riguardasse mentre  e invece risuonassero dolci note di un lento nella loro dimensione. Io dal canto mio ho cercato di avvicinarmi, ma sono stato del tutto ignorato, quindi non ho potuto far altro che continuare a ballare da solo.

Noi frequentiamo questo club privé ormai da un po’ di tempo e per  questo motivo conosciamo già un po’ di coppie habituè le quali, a coronazione della mia condizione sottomessa, non hanno risparmiato sguardi indiscreti e talvolta anche qualche sorrisino nel vedere quella che sapevano essere la mia ragazza così stretta, dolce e vicina a questo nuovo ragazzo, mentre io li seguivo praticamente ovunque come un cagnolino.

Non è passato molto tempo fino al momento in cui Erika mi si è avvicinata dicendomi che aveva voglia di andare in una camera, ma che non ricordava come arrivarci e che per questo avrei dovuto fargli strada (in effetti questo club è davvero grande). Non so se avesse espresso questa richiesta appositamente per umiliarmi, ma di certo fare strada per lasciare che l’uomo che aveva completamente il fisico e la mene della mia ragazza potesse farci sesso è stato davvero un macigno! Mi sembrava di proseguire in una palude fangosa altissima che si opponeva ai miei passi, sentivo il mio respiro affannarsi mentre mi avvicinavo a quella camera…

Chiusi la porta dietro di me, e il suo rumore fu quasi come un tuono… Non mi avevano più rivolto una parola  ed erano già intenti a sbranarsi di baci, a spogliarsi a vicenda… Erika era seduta sul bordo del letto mentre Fabio era in piedi davanti a lei… Fabio era già molto eccitato e così Erika lo accarezzava mentre prese a leccargli il petto, scendendo via via lungo il so ventre, fino ad accoglierlo in bocca con un lungo sospiro di Fabio, un sospiro che fu come una spada che lentamente entrava nel mio stomaco.

Non hanno resistito molto ai preliminari e così è passato solo qualche minuto finché Fabio si è steso sul letto ed Erika è salita a cavalcioni su di lui, dimenandosi come in preda ad un raptus! Godevano l’uno dentro l’altra, e intanto spesso rivolgevano sguardi nei mie confronti, sguardi carichi di un sentimento che non sono riuscito a decifrare bene: sembrava quasi odio, sentimento di superiorità, voglia di supremazia sul mio essere… Questi sguardi incessantemente tentavano di piegare la mia anima…. E tutto questo è culminato di lì a poco in un grande orgasmo di Fabio dentro la mia ragazza, mia certo, ma quella sera assolutamente sua!

In pista hanno ripreso a ballare sempre più stretti, con immensa dolcezza, ma questa volta non ce l’ho più fatta a stargli dietro. Mi sono allontanato da loro perché diversamente dal solito questa volta la mia umiliazione, il mio dolore, non mi stava eccitando, anzi si era diffuso dentro me un grande sentimento di tristezza, quasi di disperazione. Era come se, appunto come da titolo, una testata nucleare fosse esplosa nel mio mondo. Questo è il motivo per cui ho esitato così tanto a scrivere di questo avvenimento. Sicuramente vi starete chiedendo come mai visto che ero stato io stesso a cercare la gratificazione dei recettori del dolore… Ero sempre stato io a cercare di soddisfare il mio lao masochista, si, certo, ma il problema non era ciò che stava succedendo quella sera nel club privè, piuttosto il problema riguardava ciò che NON accadeva ormai da tempo fuori dal club privè: Erika non era più così passionale e affettuosa con me da parecchio tempo. Perché?

Ho cercato le risposte  a questa domanda in quel momento, le ho cercate a lungo durante il tragitto del ritorno, durante i giorni successivi, e anche tutt’ora continuo a ricercarla. Le prime risposte sono già arrivate e seppur sembrano banali di certo hanno il loro gran peso: mai dare per scontato un solo secondo in un rapporto, mantenere viva la passione cercando di risplendere sempre di luce propria, rinnovarsi rinnovarsi e rinnovarsi! Di certo però devo ringraziare Erika, perché ha da subito capito il problema e si è dimostrata disponibilissima a cambiare ciò che non va nella nostra intimità. La ricerca di queste risposte così fugaci e così importanti per quasi tutte le coppie ci ha resi più uniti che mai negli ultimi giorni. Inoltre come dicevo in apertura, questo è ciò che ci permette di non lasciare inosservati gli angoli bui del nostro rapporto. Stiamo crescendo, insieme, anche grazie a queste sofferenze.

Sembra assurdo, ma dall’esplosione di una testata nucleare sta lentamente crescendo nuova vita!

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

marzo 18th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Qualche settimana fa sono stato contattato su Facebook da un ragazzo che educatamente chiese di poter fare la nostra conoscenza. Piccolo particolare: Fabio era della nostra stessa regione, non anche della stessa provincia, ma comunque di una confinante!

Ho riconosciuto subito la sua educazione e il suo rispetto e abbiamo iniziato a sentirci abbastanza spesso in chat parlando delle nostre avventure, dei nostri gusti ecc. Fabio si è anche subito mostrato in viso, ha parlato del suo lavoro, dimostrandomi una grande fiducia, per questo motivo gli ho parlato di questo blog. Fabio infatti è stato il primo ad aver letto il blog prima di incontrarlo. Dopo aver letto qualcosa, Fabio mi ha contattato nuovamente e tra le altre cose mi sono rimaste impresse le parole

Mi eccita la tua sottomissione…

Così abbiamo avuto modo di approfondire questo gioco convenendo entrambi su quanto fosse importante corteggiare prima ancora di fare sesso, di questo rapporto tendente al sado-masochista tra me ed Erika che si crea nei nostri giochi, la mia gelosia, la sua seduzione, e quanto dovesse essere bravo lui tanto a saper corteggiare lei, quanto a lasciar morire me di gelosia.

Alla fine abbiamo fissato il nostro primo appuntamento per martedì sera (due giorni fa) in un paese a metà stra tra il nostro e il suo.

Siamo entrati in un bar semi-deserto, ordinato tre birre,  e cercato di rompere gli indugi… Finchè…

Ho cercato di versare la birra nel bicchiere di Erika, ma lui me l’ha tolta dalle mani, l’ha versata, e l’ha passata con gentilezza a lei… Insomma mi ha tagliato fuori di netto nel suo corteggiamento alla mia ragazza. Forse potrà sembrare una cosa da nulla, ma questo piccolo gesto ha fatto già una buona impressione: ha mostrato da un lato la sua fermezza e dall’altro la dolcezza che Erika tanto cerca…

Fabio, allora ha preso a ricoprire di complimenti, lanciandole sguardi molto profondi. Stava corteggiando la mia ragazza sotto i miei occhi, mentre io me ne stavo in silenzio seduto al mio posto, preso da questa situazione, con il cuore che batteva all’impazzata e che non mi lasciava pensare ad altro che a ciò che stavo vivendo!

Sguardi che si cercano, giudizi positivi scambiati a vicenda, i complimenti di Fabio, era il segno che le cose stavano andando bene . Poi lui trova una scusa per il contatto: le prende la mano e chiede di poter vedere la nostra fedina… Ma evidentemente era più interessato alla sua mano che alla fedina, infatti inizia subito ad accarezzarla lentamente, ad intrecciare le sue dita con quelle di Erika: la sua corte cominciava ad essere sempre più spietata, seppur dolce, proprio alla mia ragazza, proprio sotto i miei occhi.

Erika a tratti mi guardava con un sorriso appena accennato e quello sguardo di sfida ai mie sentimenti, sembrava stesse dicendo:

Ti piace ingelosirti, eh?! E adesso ti faccio ingelosire come si deve…

Poi all’improvviso Fabio prende a baciarla… Accarezzano le guance, incrociano le labbra, divorano le loro lingue…. L’uno animava la passione dell’altra e viceversa, si sono divorati per diversi minuti, senza più rivolgermi la parola lasciandomi in silenzio a contorcermi con la mia gelosia…

E intanto più passavano i minuti in cui erano impegnati a divorarsi, più veniva catturata l’attenzione degli unici altri due tavoli presenti… Cominciavo a vedere i loro occhi puntati su di noi e su di me, in particolare vedevo del disprezzo negli occhi di un tavolo di zitelle! L’imbarazzo che creava si aggiunse alla mia gelosia, oltre che all’eccitazione di aspettare che la mia ragazza fosse tornata mia…. Nel solito vortice di emozioni mi sentivo trasportato, ma questa volta con il valore aggiunto del totale imbarazzo, e così oltre a restare in silenzio, abbassai lo sguardo sul tavolo.

Quando l’imbarazzo fu eccessivo, decisi di andare in bagno per smorzarlo un po’, ma forse non feci la scelta più adatta, in quanto sentii su di me come macigni gli sguardi che mi seguivano, quasi fin dietro la porta chiusa!

Tornai dal bagno e notai che le loro labbra erano ancora incollate! Non si erano staccati! Quando Erika bacia così vuol dire che è davvero presa! Questa volta però iniziavano a staccarsi per piccoli momenti, in modo da potersi accarezzare dolcemente, come fidanzatini e per fare in modo di rivolgersi dei complimenti, che però non potevo capire perché erano davvero sussurrati. Ho potuto solo intuire cose come “bellissima” o “bravissima”, ecc…

Poi un’altra scossa di emozioni: Erika si alza e dice che va in bagno, nello stesso momento si alza anche Fabio e la segue… Non credevo potessero arrivare a questo sono rimasto in silenzio, tra sgomento, gelosia, eccitazione ed imbarazzo, solo sotto i riflettori delle zitelle che mi fissavano come merli!

Ho “intuito” che non sarebbero tornati subito dal bagno, così ho preso un’altra birra e pagato il conto anche per Erika e per il suo amante.

È tornato prima Fabio dal bagno con un viso soddisfatto, gli chiesi se gli fossimo piaciuti, se fosse soddisfatto della serata, e mi rispose di sì, poi aggiunse:

La tua ragazza è fantastica, me lo ha succhiato in bagno…

Mi lasciò allibito su come potesse essere così dolce e romantico con Erika e allo stesso tempo essere rude nel giocare con la mia gelosia! Davvero dosato bene!

Poi tornò anche Erika rivolgendomi un bel sorriso estasiato… invece guardando Fabio chiese:

Erika: Gli hai raccontato?

Fabio: No che dici glielo racconto o lo facciamo rimanere sulle spine?

Erika: No no, non raccontare facciamolo rimanere sulle spine per ora, dai…

Fabio: Ti sono piaciuto? Ti piaccio? Più di Francesco?

Erika: Oh, sì molto di più, Francesco non è come te…. è un buono a nulla!

Fabio: È un cornuto, vero?

Erika: Si certo che lo è!

Fabio: Mi prometti che non lo farai con lui finché non ci rivedremo?

Erika: Uhm vedrò cosa potrò fare…

Fabio: Allora mi prometti almeno che penserai a me mentre lo fai?

Erika: Certo, promesso!

E lo disse con voce languida mentre accarezzandogli la guancia stava per riprendere a baciarlo… Fabio propose di prendere anche loro un’altra birra, ma non la ordinarono. Dopo qualche minuto si voltò scocciato verso me e disse:

Allora per queste birre che devo fare? Arrivano o me le devo ordinare io?

Allora capii, chiesi scusa ed ubbidiente andai ad ordinare le loro birre….

Alla fine andammo via, Fabio saldò il conto per le ultime due birre e ci dirigemmo verso le auto. Lungo tutto il tragitto entrambi restavano abbracciati, parlottavano tra loro, ridevano e si baciavano, mentre io rimasi un po’ indietro… Quando giungemmo alla sua auto aprì la porta e porse un peluche ad Erika, i cui occhi si accesero ancora di più, il cui sorriso arrivò fin dietro la nuca e lanciò le braccia al suo collo ringraziandolo.  Sembrerà una sciocchezza, ma nessuno mai era stato in grado di rivolgerle un pensiero del genere!

Al rientro in auto Erika mi ringraziò per tutto ciò che faccio per farle vivere queste forti emozioni, mi coccolò durante tutto il tragitto e mi raccontò che appena entrati in bagno avevano preso a baciarsi con foga, mentre ad un tratto Erika aveva preso il suo cazzo tra le labbra, le stesse con cui mi stava baciando le guance mentre guidavo, e che alla fine lui le era venuto sul seno…

Ancora forti emozioni durante il tragitto, l’umiliazione del racconto e le sue coccole, in una miscela davvero inebriante, come culmine di una delle più belle serate dall’inizio di questo gioco!

PS: non posso accertarvi nulla, ma chiederò a Fabio di raccontare la stessa esperienza dal suo punto di vista qui sul blog!

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

I giorni sono passati e sembrava quasi che quel suo “non finisce qui” fosse caduto al vento. Temevo che stesse tramando qualcos’altro ma non capivo cosa, e speravo che lo avesse dimenticato visto che con la sua punizione mi aveva fatto davvero tremare dimostrandomi che se vuole può togliermi il controllo della situazione da un momento all’altro! Intanto non mi diceva nulla, e restavo in questo limbo pazzesco in cui non sapevo se avesse dimenticato, o non avesse ancora fatto nulla, o mi avesse perdonato, o chissà cosa! Stavo impazzendo!

Ora stavo capendo che la sua punizione consisteva proprio in questo: fin’ora mi ero vantato (anche con voi qui) di avere sempre il controllo della situazione, in ogni occasione, ora invece mi stava dimostrando che non dovevo sfidarla perché poteva togliermelo da un momento all’altro esattamente come aveva fatto sabato mattina, esattamente come stava facendo ora tenendomi in questa estenuante attesa! Finché…

Finché martedì sera ci appartammo per fare l’amore, ma durante i preliminari aveva un sorriso fisso… Non capivo per quale motivo, finché rispose alla mia ennesima domanda sul perché di quel sorriso, proprio mentre io ero intento ad abbandonare la lingua ai suoi sapori:

Stavo pensando a Domenica… A come mi sono divertita alle tue spalle per la seconda volta di fila… Sì lo so che vuoi che questo lo possa fare solo rarissimamente, ma l’ho fatto apposta due giorni consecutivi, te l’ho detto che non finiva lì!! E lo so che vuoi che se lo faccia te ne debba parlare subito ma anche questo l’ho fatto apposta, così impari brutto stronzo, a fare il galletto con le altre! Uhm, sì lecca, almeno ti rendi utile…

E così mi ha raccontato che la scorsa domenica, dovendo lavorare da Gianni, ma essendo io impegnato fu accompagnata proprio da lui, e che ne approfittò di essere in anticipo per fare qualche prova ai pali… Ma mi raccontò che mentre faceva le sue prove, Gianni ne fu particolarmente attratto finché salì sul palco e prese a baciarla. Erika mi ha raccontato che non ha opposto la minima resistenza, cogliendo la palla al balzo per darmi la seconda lezione, ma che anzi il fatto che potessero essere raggiunti dagli altri (dalle altre ragazze o dagli altri dipendenti di Gianni) la eccitava ancora di più! Da un momento all’altro poteva arrivare uno di loro. Anche questa volta mi ha voluto nascondere parecchi dettagli ma non ha tralasciato quelli per così dire “più dolorosi”: mi ha raccontato che hanno scopato lì sul palco stesso, mi ha detto che lui alla fine l’ha presa a pecora e che le è venuto sulla spalla e sul sedere di Erika. Non so altro!

Questo racconto mi eccitò molto mentre facevo l’amore con lei… Infatti lei venne subito e io subito dopo di lei… Poi passò un’oretta, passò la sbronza della passione, presi le palle in mano ed esplosi:

Ora basta! Ho capito che ho sbagliato a non parlartene prima e a fare di testa mia, ma ora hai esagerato! Mi fai schifo, di Domenico possiamo fidarci, ok e di Gianni? Non ti vuoi rispettare? Almeno rispetta me! Se tu prendi qualche malattia non sono solo cazzi tuoi, se permetti, ma lo sono anche miei! Scusami ma non voglio stare con una persona al fianco della quale posso anche rischiare la vita!

Vuoi comportarti da single senza dover dar conto anche a me dei tuoi comportamenti? Allora sii single e non rompermi le palle! Vattene ora, se vuoi fare di testa tua! Volevi farmela pagare? Ok me l’hai fatta pagare sabato mattina, era necessario anche domenica sera?

Io ti do fiducia nel farti fare tutte queste cose… E non è da tutti, e tu come mi ripaghi?

Erika abbassò la testa e non disse più nulla l’accompagnai sotto casa e le urlai di andarsene! Ricordo che Erika pianse molto, esitò qualche minuto, poi aprì la porta e andò via dicendo “Sono proprio una stupida!” E così andai via anche io.

Ero stordito, quasi ubriaco, avevo appena mollato la donna di cui sono praticamente dipendente: è inutile nasconderlo! Non sentivo più nulla solo un gran silenzio!!!

Passò mezz’ora e mi richiamò: voleva parlarmi. La incontrai e ammise di aver perso la situazione di mano. Ammise che tutto, la lap-dance, gli spettacoli, le attenzioni che riceveva, tutto questo lo doveva a me, essendo prima una sempliciotta di provincia come tante altre. Ammise di essere stata una stupida ad aver esagerato nella sua reazione, mi promise che si sarebbe presa molta più cura delle precauzioni e avremmo fatto controlli sistematici d’ora in avanti, mi promise di riprendere le nostre vecchie regole, per cui il gioco estremo di incontrare qualcuno alle mie spalle lo avrebbe potuto fare solo rarissimamente e solo se subito dopo mi avrebbe parlato di tutto! E dopo tutte queste cose si mise letteralmente in ginocchio davanti a me e letteralmente mi implorò di darle un’altra possibilità! Tutto questo con gli occhi molto gonfi e rossi!

Forse questo vi potrebbe sembrare un gesto stupido, un gesto di circostanza, e magari assolutamente stonato con il resto del blog. Ma è quello che è successo 3 giorni fa! Si può giocare finché si vuole, ci si può prestare ai ruoli che sembrano quanto più strani possibile, e che potrebbero sembrare mancanti di rispetto finché si vuole, ma il gioco è il gioco, il rispetto, invece, è ciò che stavo esigendo quella sera. E in quel gesto ho letto tutta la genuinità di chi ammette i suoi sbagli.

febbraio 26th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

A volte quando resto a guardare Erika che lavora è davvero piacevole per un cuckold… Specie per un cuckold innamorato pazzo! Vederla sedersi sulle gambe di sconosciuti, ridere e brindare con loro, ballare e spogliarsi in pubblico….

A volte però la cosa si fa davvero noiosa… Non c’è nulla di tutto ciò, pochi clienti e anche abbastanza freddi, ecc…  Una situazione circa analoga si creò venerdì scorso, ma poi venne al locale un’amica di Gianni, non bellissima, ma abbastanza carina. Dopo i suo convenevoli con Gianni mi notò seduto ad un tavolo abbastanza annoiato e si fece avanti… Si presentò (la chiameremo Valeria) e subito si mise a suo agio parlando con me. Mi chiese subito come mai fossi solo, e le spiegai che ero il ragazzo di una ballerina, e alle sue domande su eventuali gelosie risposi semplicemente che non ci vedo nulla di male in quanto balla, si mette in mostra, ma nulla di più, non deve mica farci sesso con i clienti. Ovviamente saltai tutta la parte relativa al cuckolding ecc… mi limitai semplicemente a risponderle in questo modo, anzi precisando che sarei stato geloso se ci fossero state delle evidenti componenti sessuali nel suo lavoro. Stranamente Valeria rimase incuriosita da questo discorso e quindi restò a parlare con me per parecchio tempo.

Ad un tratto notai Erika che si voltò verso noi lanciando uno sguardo davvero furibondo. Non stavo facendo davvero nulla di male con Valeria, stavo soltanto passando del tempo parlando con quella che poteva essere una nuova amica, ma forse tanto era già bastato a far infuriare Erika.

Dopo circa un’oretta Valeria mi chiese se potessi allontanarmi dal locale per darle uno strappo a casa sua. Vi giuro che ho accettato in maniera del tutto innocente e ingenua… Ho accompagnato Valeria e sono subito tornato al locale, ma questa volta Erika mi guardava non solo infuriata ma anche con un sottile ghigno. Forse solo allora mi resi conto della leggerezza nell’aver accompagnato Valeria!

A fine serata, alla chiusura del locale, mentre andavamo verso la mia auto tentai di dare la mano ad Erika che respinse davvero in malo modo. In auto cominciò ad urlare:

Erika: Mi spieghi che cazzo di fine hai fatto prima? Non ti ho visto più, dove sei andato? E perché non vedevo più nemmeno quella tipa che era con te? E chi cazzo era quella smorfiosa?!

Io: Amore stai calma, era un’amica si chiama Valeria, e mi ha chiesto gentilmente di accompagnarla a casa, ma sono tornato subito come hai visto…

Erika: Un’amica? Io le conosco tutte le tue amiche e lei non la ricordo affatto! E che vuol dire accompagnarla a casa?

Io: Bè è un’amica che ho conosciuto al locale di Gianni stasera, è una sua amica, e siamo stati a parlare un po’ insieme, si è presentata lei….

Erika: Ma sei scemo? Ti sei drogato? Una ti si presenta, magari ci sta anche provando e tu da bravo imbecille non te ne accorgi, ti chiede di accompagnarla a casa e tu subito l’accompagni?!? Sei un bugiardo, mi dicevi che io ero importantissima per te! Non prendermi per il culo, se non ti interessano più i nostri giochi e vuoi fare di più uno scambio, parliamone, MA NON PRENDERMI PER IL CULO, capito?!?!

Io: Ok scusa, ma non è successo davvero nulla abbiamo solo parlato molto tutto il tempo, non farla così grave!

Erika: Cosa?!? Tu lo sai che mi dà fastidio che tu dia attenzioni ad un’altra anche solo per parlare, e lo sai anche molto bene e poi cosa fai? Ma l’hai fatto apposta?!? Ma stai tranquillo, ti sistemo io!!!!

Intanto eravamo arrivati sotto casa di Erika, è con queste ultime parole scese dall’auto e andò via sbattendo la porta. In effetti aveva ragione, in fondo lo sapevo che le avrebbe dato fastidio, ma non so perchè, davvero non so cosa mi sia scattato nell’accettare il suo invito!

La mattina dopo (quindi lo scorso sabato) chiamo Erika a mezzogiorno circa, mi risponde ancora assonnata dicendomi che stava ancora dormendo. Ok avevamo fatto le 5 ma che stesse ancora dormendo mi sembrava strano  e mi disse:

Erika: Ahhh mi sono proprio divertita stamattina!

Io: Eh? Perché cosa hai sognato?

Erika (ridendo): Ma quale sognato?!? TU dormivi, cornuto, non io!

Mi si gelò il sangue… Davvero ci misi qualche secondo a capire… È vero nei nostri accordi c’era anche la possibilità che lei lo facesse di nascosto, ma poi riportandandomi immediatamente tutto, facendomi sapere tutto subito dopo, anche qualche minuto dopo possibilmente ora invece, mi aveva freddato! Forse perché dei nostri accordi faceva parte anche il fatto che doveva essere qualcosa di assolutamente sporadico, e che doveva avvenire solo con qualcuno di cui mi fidavo ciecamente, ma ora non mi aveva detto nulla, solo quella frecciatina e dopo parecchie ore! Le chiesi subito spiegazioni, e lei:

Erika: Mah nulla di che, quando mi hai accompagnata ho telefonato a Simone per sapere se fosse ancora sveglio, lo era ci siamo visti, siamo andati a fare colazione come due fidanzatini, proprio come dà fastidio a te, e poi siamo andati in un posto un po’ isolato e gli sono saltata addosso! Peccato che non avesse preservativi, ma tanto abbiamo fatto il coito interrotto! È stato bellissimo, poi dopo mi è venuto sul seno e sulla pancia e mi sono spalmata il suo seme addosso…. E poi alla fine gliel’ho anche leccato come si deve mentre era ancora sporco! Ah amore dimenticavo, intanto si è fatto giorno e ogni tanto passava qualche auto di lì che ci ha visti!  E tu dormivi….. Eh lo so che ho fatto tutto ciò che ti dà fastidio, ma te l’ho detto che ti avrei sistemato per le feste! Come ci si sente ora?

Io: Mah…. mah… Per una stupida questione di gelosia non puoi mettere a repentaglio la mia e la tua salute!!! Ma sei pazza?

Erika: Sarà una questione stupida per te al massimo, non per me! Se ti dico una cosa perché devi fare l’esatto opposto? Almeno parlane! E poi di Simone lo sai che abbiamo ottime ragioni per poterci fidare di lui!

Io: Ok, ti chiedo scusa per la mia leggerezza! Ma dove siete stati esattamente e cos’altro avete fatto?

Erika: No guarda non ti dico nient’altro, so benissimo che ti dà fastidio non conoscere la situazione, quindi il resto non te lo dico, mi dispiace per te! Troppo semplice chiedere scusa, mi spiace ma non finisce qui, finirà solo quando avrai imparato la lezione!

E la nostra conversazione è finita lì, e solo allora ho compreso quanto può essere grande la follia di Erika, così dolce, ma anche così crudele se punzecchiata nelle sue debolezze!

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore!

febbraio 26th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Si sa, quando una cosa ti piace e ti colpisce prima o poi la rifai!

Una sera di metà febbraio in cui Erika non lavorava da Gianni mi disse che aveva voglia di trasgredire. E sinceramente ne avevo voglia anche io… Da un po’ di tempo Gianni si stava proponendo per qualche serata trasgressiva ma per un motivo o per l’altro lo avevamo rifiutato, forse anche per il ricordo di quella bruttissima esperienza “a crudo” vissuta con lui precedentemente…

Così quella sera decidemmo di chiamarlo, di dirgli che potevamo vederci e giocare, ma che prima saremmo dovuti andare anche solo a bere qualcosa per creare un po’ di atmosfera… Accettò e ci diede appuntamento al suo locale.

Quando ci vedemmo andammo con la mia auto in un pub molto frequentato a bere un po’ di prosecco, e lì passammo una piacevole oretta in cui chiacchierammo e ridemmo in compagnia. Tutto questo fu sapientemente condito da Erika con un po’ di malizia al tavolo, qualche sguardo intrigante nei suoi confronti, qualche piedino, la scollatura bene in evidenza insomma la situazione si stava creando davvero bene. Poi mentre uscivamo restammo un po’ indietro rispetto a Gianni e approfittai per proporre ad Erika di sorprendere Gianni nel ripetere il gioco dell’auto fatto qualche settimana prima con Simone, ma questa volta senza dirgli nulla…

Detto fatto… Ci dirigemmo verso la mia auto, io sedetti al posto di guida, Gianni dietro, ed Erika senza dir nulla si sedette affianco a lui anziché  sul sedile passeggero anteriore… Nello specchietto notai un po’ di sorpresa nello sguardo di Gianni, che però non tardò a comprendere la situazione e a mettersi a suo agio! Infatti appena partiti prese ad accarezzare le gambe sapientemente esposte da Erika…

Eravamo ancora in città quando Erika cominciò con la banalissima ma sempre efficacie frase: “Uhmm fa proprio caldo qui….” e prese a togliere il suo cappotto restando solo con un top ben scollato, la sua gonna corta e gli stivali!!

Ed eravamo ancora in città mentre i due presero a baciarsi con foga mentre io guidavo, con il sedile lato passeggero vuoto. Non ho notato sinceramente se qualcuno ci abbia visti, ma data l’ora non tarda (erano circa le 22:30) è molto probabile…

Ed ancora guidavo per la città quando anche il top e il reggiseno di Erika erano volati sul sedile anteriore e Gianni ormai baciava mordicchiava e leccava il suo seno, e quando Erika rivolgendosi a me pronunciò la sua formula magica: “Tu pensa a guidare, cornuto!

Ed ancora ero in città (ma questa volta stavo quasi per uscirne) quando la zip di Gianni era venuta via e la testa di Erika era scomparsa dalla visuale dello specchietto… E intanto io guidavo mentre sentivo il rumore della saliva di Erika mentre il suo datore di lavoro le stantuffava la bocca sul sedile posteriore della mia auto! Che situazione! Non immaginate quanto sia difficoltoso guidare in questo modo… La mia dolce Erika stava facendo una pompa “sonora” proprio alle mie spalle, proprio mentre stavo guidando, proprio al suo datore di lavoro!

Mi appartai in una zona isolata perché questa volta diversamente dalla precedente proprio non riuscivo a guidare! Questa volta avevo il cuore in gola, probabilmente anche a causa del carattere di Gianni diverso rispetto a quello di Simone: Gianni seppure un buon amico era sicuramente più autoritario, più “tutto d’un pezzo” potremmo dire e questo creava di sicuro una situazione più folgorante, che ancor più mi metteva in disparte! Sentire la sua voce mentre godeva grazie alla bocca del mio angelo che saliva e scendeva lungo il suo cazzo mi lasciava un senso di soggezione incredibile. No, proprio non potevo guidare così! Mi fermai e mi voltai a guardarli.

Ora Gianni aveva indossato il preservativo ed Erika gli era appena salita a cavalcioni sulle gambe, ora finalmente potevo sentire anche la voce di Erika che godeva. Godeva lì davanti ai miei occhi, ma soprattutto essendo nel piccolo spazio di un auto godeva a pochi centimetri dai miei occhi! Erika godeva davvero tanto e anche Gianni non esitava a farsi sentire, mentre io mi sentivo sempre più in soggezione… Ero rimasto seduto lì, zitto e fermo, quasi incantato!

Erika ad un tratto gridò:

Oh siii questo si che è un cazzo…

E un piccolo ghigno di Gianni, appena accennato, mi fece sentire davvero dominato. È proprio vero che a volte non serve dire chissà cosa per poter umiliare!

Gianni però non durò molto e dopo poco venne nel preservativo dentro la mia piccola Erika, e come al solito restammo un po’ a parlare e poi ci salutammo.

Al rientro chiesi ad Erika se fosse venuta anche lei, mi rispose

Erika: No avrei avuto bisogno di più tempo…

Io: Ahhh, amore allora ti va se ti rifai con me?

Erika: No, amore ora sono stanca….

E lo disse sorridendo mentre ammazzava le ultime possibilità di riscatto del mio orgoglio…

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

febbraio 21st, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Come spesso capita, Simone e Rocco vanno a trovare Gianni al suo locale, e quindi spesso ci incontriamo parlando e conoscendoci un po’ meglio. Ormai con Simone il ghiaccio era rotto, aveva inteso molto bene i nostri giochi, le nostre fantasie,  le nostre perversioni e quindi sempre più spesso gli raccontavo ciò che avevamo fatto con altri singoli, o ciò che ancora non avevamo fatto ma che ci sarebbe piaciuto realizzare!

Così una sera dissi a Simone:

Una volta con un amico abbiamo fatto un gioco molto perverso con due auto: io ero davanti nella mia e loro due da soli nella sua auto, non potevo sentire nulla ma solo intravedere dallo specchietto! Però non è mai capitato di fare il gioco più classico in cui io guido e lei scopa sui sedili di dietro…

Simone restò sorpreso, mostrando di gradire l’idea, ma non aggiunse nient’altro, il discorso morì lì.

A fine serata Simone propose di andare a fare colazione, ma…. Mi mise in mano le chiavi della sua auto e mi disse:

Guida tu, ti faccio provare la mia macchina…

Ma ovviamente l’intenzione era un’altra, capii, sorrisi e colsi la palla al balzo. Simone ed Erika erano seduti dietro mentre io cominciai a guidare. Non passò molto tempo perché potessi iniziare a sentire il rumore delle loro bocche che si intrecciavano. Sistemai lo specchietto retrovisore per potermi godere meglio la scena, ma il bello di questa situazione è che la scena non si può mai godere appieno perché bisogna sempre mantenere l’attenzione sulla strada.

Infatti appena avevo sistemato lo specchietto sento Erika che dice:

Pensa a guidare tu…

e intanto allunga un piede verso la mia testa. Mi fa impazzire la mia dolce Erika quando fa così: consapevole di potere tutto dall’alto del suo piedistallo!

Subito dopo Erika scompare dalla visuale dello specchietto e sento i suoi mugolii, ma non sono normali… Sono mugolii a bocca chiusa, o meglio piena… Allora capisco. La mia dolce Erika lo sta succhiando a Simone mentre io continuo a guidare sotto la luce soffusa dei lampioni della città.

Diventa tutto assurdo ed eccitante insieme… Non riesco a parlare, non riesco a dir nulla, tutto ciò che riesco a fare è guidare senza meta lasciando che  la mia ragazza sfoghi i suoi istinti con un altro ragazzo! Ma decido di uscire dalla città e guidare per le stradine di campagna, certo alle 5 del mattino a metà gennaio la città è buia e deserta, ma si tratta pur sempre della nostra città!

Erika non si stanca mai, continua a succhiarlo incessantemente e Simone inizia a lasciarsi andare anche lui ai suoi mugolii. Godono tanto, l’unico che resta in silenzio sono io…

Poi Erika stacca la testa dal suo cazzo e inizia a spogliarsi mentre lo bacia con foga… Chiede a Simone di infilare il preservativo e subito sale a cavalcioni su di lui, accogliendolo dentro di sé con un lungo lamento di piacere! Inizia a cavalcarlo dimenandosi nell’angusto spazio dei sedili posteriori… Sembra impossessata. Ancora sento entrambi godere molto, l’unico che resta in silenzio sono io. Rompo il silenzio solo per rispondere alla domanda di Erika:

Erika: Ti piace, cornuto?!

Io: Si………

Allora Erika mentre era ancora a cavalcioni su di lui si inarcò all’indietro verso i sedili anteriori e mi baciò invadendo la mia bocca di un forte sapore di cazzo. Mi sentivo quasi ipnotizzato, non riuscivo ad avere mia iniziativa, nè a dire una parola di più insomma mi sentivo completamente una marionetta nelle mani della mia dolce Erika!

Poi Simone volle provare a scopare Erika a pecora, ma ovviamente fu molto difficoltoso farlo in auto e quindi dovette desistere subito, ma le chiese di succhiarlo (sempre con il preservativo) mentre sarebbe arrivato…. E fu così che mentre guidavo vidi nello specchietto un uomo godere nella bocca della mia ragazza. Una situazione fortissima per la quale fui assalito da un brivido che dall’inguine percorse tutta la mia schiena fino ad arrivare al cervello…

Restammo ancora un po’ in compagnia di Simone e poi ci salutammo.

Così facemmo le 6:30 del mattino senza nemmeno essercene resi conto… Mi sembrava di essere entrato in un tunnel dal quale ora stavo uscendo grazie ai baci e gli abbracci sotto casa di Erika, esattamente come il sole che stava facendo capolino su di noi…

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

gennaio 29th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Riprendo un vecchio concetto già scritto: una delle cose che più affascina nel mondo cuckold è la conoscenza di se stessi, l’esperienza che si fa del proprio dolore… Spesso molti mi chiedono come mai non sia geloso della mia dea, ma non c’è nulla di più errato: sono gelosissimo invece, ma ho la possibilità di vivere il mio dolore da protagonista affianco ad una compagna di vita stupenda! Non è un caso che i mie momenti di rabbia (o come direbbe qualcuno i momenti in cui tiro fuori gli attributi) sono in tutte quelle situazioni in cui viene meno questa componente di gioco!

Nonostante questo però, del venerdì precedente ero ancora tutto sommato insoddisfatto, forse perché non ero stato reso partecipe in alcun modo, fatto sta che chiesi sia ad Erika che a Lino di recuperare la settimana dopo quando avrei avuto la casa libera per qualche giorno. Cercai di fare un lavoro di persuasione su entrambi per convincerli ad andare davvero sul pesante!

Quando cercai di convincere Erika a giocare pesante, lei mi diede la sua ennesima prova di affetto:

Si, amore, lo so che ci tieni a farti dominare da me e a me piace sentirmi superiore, però non dimenticare che è un gioco. Se devo trattarti male voglio che tu mi prometti che appena il gioco finisce io tornerò ad essere la tua bimba e ci faremo tante coccole! Ok?

Io l’adoro proprio per questa sua doppia personalità e ovviamente non potetti rifiutare!

Preparai il tutto acquistando una buona bottiglia di brachetto, sistemai la stanza a casa mia, e preparai anche una bella playlist sul portatile in modo da avere un buon sottofondo musicale….

Scocca l’ora e Lino ci raggiunge… All’inizio c’era un po’ di strana tensione nell’aria nonostante non fosse certo il nostro primo incontro… Così ci accomodammo nella stanza che avevo preparato: feci partire la musica, stappai il brachetto e brindammo tutti 3. Che strano avevo chiesto ad entrambi di non andare per il sottile, di cercare di estremizzare al possibile questo “gioco delle parti” ormai con forti tonalità sado-masochistiche, eppure mi ritrovavo lì a brindare con loro: mi aspettavo, chessò, che avessero voluto brindare solo loro e lasciarmi essere un semplice cameriere e invece… Ma non dissi niente, volevo vedere il loro sadismo sgorgare in maniera naturale… Volevo che infierissero su di me se e come gli andava, senza forzature preaccordate, ecco perchè non obiettai nel brindare con loro.

In effetti non si riuscì a finire di bere questo bicchiere che ecco ciò che avevo voluto: Lino cinse con il suo poderoso braccio destro la vita di Erika e disse:

Vieni qui, che ora ti faccio vedere io come ti scopa uno che ti SA scopare….

Ecco, appunto stavano venendo fuori l’eccitazione e il sadismo di Lino mescolati in un cocktail che sapeva davvero di forte! Entrambi presero a baciarsi con una veemenza incredibile sembravano due cani che cercavano di mordersi a vicenda. E intanto Erika, sempre più presa da lui, tentava di tirargli via la camicia per poter accarezzare quel petto di cui tanto va pazza…

Ovviamente in questo frangente non mi fu rivolta nemmeno una parola. Io, invece, non resistetti… Presi la fotocamera e scattai una foto di questo bacio titanico! Che strana sensazione fotografarla mentre strappava a morsi le labbra di quel suo amante…

Poi si spogliò anche Erika facendo un piccolo strip per lui, solo per lui, ignorandomi del tutto! Quando ebbe finito salì a cavalcioni sulle sue gambe facendosi baciare con foga il suo bellissimo seno! E così, in men che non si dica si ritrovarono in una 69 fantastica, posizione in cui li fotografai per la seconda volta! Erika aveva la bocca completamente riempita dal suo cazzo, mentre a stento riusciva a mugugnare per il piacere che Lino sapeva dargli con la sua bocca!

Di lì a poco Lino iniziò a penetrarla nella più classica posizione del missionario e fu in questa posizione che tra i loro lamenti si iniziò a tirare in ballo me:

Lino: Dimmi che ti piaccio solo io!

Erika: Sì, mi piaci solo, tu! Ti voglio, sei bravissimo!!!

Lino: E Francesco cos’è?

Erika: È solo un grandissimo cornuto buono a nulla. Non serve a niente, sto con lui solo perché mi fa pena! Voglio te, ti amo! Voglio lasciarlo per te!

Lino: Allora io sono più bello?

Erika: Sì, sei più bello, più bravo, più tutto! Francesco è solo un coglione! È un buono a nulla…

Io ero eccitatissimo, e allo stesso tempo sentivo uno scoglio sul mio cranio… E così mentre erano intenti a scopare e umiliarmi nella posizione del missionario feci per avvicinarmi ai piedini di Erika così da baciarli, ma dopo qualche secondo che ebbi appoggiato le mie labbra, lei con uno calcetto mi allontanò. Era quasi come volesse dire: “non puoi avere nemmeno una mia unghia oggi!” Mi fece anche un po’ male perchè con quel calcetto tagliai leggermente le mie labbra sui denti. Questo era ciò che cercavo: mi sentivo completamente nelle mani della mia amata, avrei fatto qualunque cosa per lei in quel momento. Sembrerà assurdo, ma in quel momento, proprio in quel momento, ho sentito un legame fortissimo che mi stringeva a lei. Ho capito che non potrei mai lasciarla nemmeno se lo volessi!

Poi cambiarono ancora posizione e Lino iniziò a penetrarla dalle spalle a pecorina. Io mi inginocchiai di fronte a lei ponendo il mio viso vicino al suo… Era eccitatissima! Aveva gli occhi infuocati dall’eccitazione, e insieme aveva lo sguardo schifato nei miei confronti… Sì, è proprio così i nostri occhi erano a pochi cm di distanza e potevo benissimo percepire quell’odio che questo gioco delle parti prevedeva da parte sua. Erika era entrata perfettamente nella sua parte di padrona sadica! Mi tirò uno schiaffetto e disse:

Erika: Toccati, coglione, tanto sai fare solo quello! Però non venire finchè non lo dico io!

Lino: Dai Erika, facciamolo uscire dalla stanza…. Facciamolo soltanto ascoltare, al massimo permettiamogli solo di sbirciare!

Mi defilai dalla stanza e prima di uscire vidi che cambiarono ancora posizione…  Ora Erika era sopra di lui… Da dietro la porta iniziai a masturbarmi con foga, mentre potevo ascoltarli e sbirciarli… Ero enormemente umiliato, ma felicissimo di essere completamente nelle mani della mia dolcissima amata! Stavo quasi per venire in uno squallido fazzoletto, mentre vidi uno sguardo di Erika, uno sguardo verso la mia direzione, uno sguardo tristissimo… Era uno sguardo di pietà… Sembrava quasi volesse dire: “Scusami“. In realtà io sapevo che in qualunque momento avessi voluto avrei potuto interrompere tutto, sapevo che in realtà dietro questo gioco Erika è innamorata di me, e quello sguardo ne fu la piena conferma…

Venni tantissimo dietro la porta, dimenticando che Erika mi aveva detto di non venire, ma tanto lo aveva dimenticato anche lei… ;-)

Rientrai ed in poco tempo Lino uscì da Erika, tolse il suo preservativo e le inondò il seno…. Io ero venuto in uno squallidissimo fazzoletto dietro la porta, mentre lui le aveva completamente sporcato il seno!

Mentre Erika era in bagno a sciacquarsi, Lino mi disse:

Lino: Ti è piaciuto? Scusami, ma non ce la facevo ad infierire più di così… Non sono così bastardo!

Io: Sì, Lino, tranquillo, sei andato benissimo. Non tutti sarebbero riusciti a fare ciò che hai fatto tu, anzi grazie!

Quando Erika tornò in camera loro due restarono un po’ sul letto abbracciati, si coccolarono con qualche carezza, e dopo Erika massaggiò anche dolcemente le spalle di Lino. Provai ad avvicinarmi per avere anche io un po’ di coccole, ma anche ora Erika mi allontanò, ma poco dopo mi lanciò un leggero e silenzioso bacio volante.

Lino andò via e io ed Erika restammo abbracciati a lungo in quel letto ci accarezzammo tanto e alla fine ci siamo addormentati abbracciati in un unico corpo. Questo è ciò che adoro della mia bimba: una diavoletta e un angelo nascosti nello stesso corpo!

gennaio 17th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Ancora un ultimo aneddoto sull’avventura del 20/11 che vi ho appena raccontato.

Come ho scritto volevo approfondire il lato moasochistico di queste mie fantasie e per questo motivo, avevo chiesto a Lino di potermi raccontare l’incontro visto dai suoi occhi. Se ero in cerca di umiliazioni di sicuro questo mi avrebbe soddisfatto: sentirsi raccontare da Lino “così mi sono scopato la tua ragazza” di sicuro sarebbe stata una delle esperienze più umilianti in assoluto!

Così ci contattamo su msn e di lì iniziò la conversazione che ho cercato di adattatare in modo da potervela mostrare. Buona lettura!

LINO: comincia a chiedere tu , poi mi viene liscio il racconto

IO: ok… allora appena ho girato l’angolo e voi siete rimasti soli cosa hai pensato subito?

LINO: ho pensato subito che me la sarei trombata di brutto

IO: uhmmmm ok… cosa hai guardato subito di lei venerdì?

LINO: ho guardato subito il culo e le calze a rete

IO: e ti piacevano? che hai pensato?

LINO: e lo smalto alle unghie , glielo ho chiseto io perchè mi fa eccitare di piu’

IO: t piace che si sia vestita per te e non per me?

LINO: tanto, mi da un senso di superiorità

IO: wow…. ci hai pensato a questo quando hai visto lo smalto?

LINO: quanto è troia, si è messa lo smalto come avevo chiesto per farmi eccitare di piu’

IO: io mi sn voltato subito… appena vi siete salutati vi siete baciati?

LINO: no, ci siamo baciati in macchina con la lingua, mi ha guardato con lo sguardo eccitato e mi ha chiesto di andare a bere qualcosa per creare l’atmosfera

IO: e ti accarezzeva mentre ti baciava?

LINO: non subito dopo quando ci siamo fermati al bar prima di scendere dall’auto ho cominciato a toccarle la figa e lei ha cominciato a bagnarsi e continuavamo a baciarci con tanta foga mi disse: prendiamo a volo qualcosa da bere perchè ho voglia

IO: dove ti accarezzava?

LINO: prima il petto, e poi comincia a toccarmi il cazzo

IO: eri eccitato?

LINO: certo, ce lo avevo già duro

IO: lei che espressione aveva mentre ti accarezzava?

LINO: aveva quello sgaurdo eccitato ed eccitante poi ce ne siamo andati e prima di appartarci nel tragitto le alzavo la gonna lei mi rivolgeva il culo e glielo toccavo, glielo schiaffeggiavo forte e lei gemeva parecchio era parecchio su di giri quando la toccavo

IO: e mentre la toccavi cosa diceva? Ti ha detto se aveva voglia di qualcosa in particolare?

LINO: mi diceva che mi voleva tutto per se non vedeva l’ora dia vermi

IO: ti ha detto se aveva voglia di qualcosa in particolare?

LINO: no in particolare no

IO: lei ti toccava mentre guidavi?

LINO: si continuamente e anche io la toccavo e ai semafori rossi le alzavo la gonna e la baciavo

IO: si è mai appoggiata su di te durante il tragitto?

LINO: si appoggiava ogni tanto la testa sulla mia spalla e mi toccava le braccia , mi diceva che le piacciono molto le mie braccia

IO: e tu cosa facevi quando lei si appoggiava sulle spalle?

LINO: ogni tanto le guardavo negli occhi e la baciavo

IO: e come erano i suoi occhi in quel momento? lo ricordi?

LINO: le si illuminavano , io la vedo molto presa da me, Francesco

IO: lo so infatti lo è! ti piace lo sia?

LINO: si certo , ma credo che forse non lo sia solo fisicamente

IO: appunto infatti non lo è solo fisicamente…. lo ammette anche lei anche se dice che non è amore!

LINO: ok quindi ci appartiamo , lei mi mette il culo quasi in faccia e comincio a leccarle la figa e a metterci un paio di dita dentro

IO: wow e lei che dice?

LINO: lei geme e comincia a dire che io sono un vero uomo e non tu che io riesco a farla godere a farla sentire donna mentre tu sei solo un cornuto che non è buono a fare un cazzo

IO: peccato nn poterlo sentire dalla sua bocca

LINO: arrivati a questo punto ci spogliamo e lei comincia a prendermelo in bocca a farmi un gran bel pompino e io le spingo la testa verso il basso

IO:con o senza guanto?

LINO: senza guanto

IO: tu cosa le dicevi?

LINO: che era bravissima, che non avevo mai conosciute ragazze troie come lei. Dopo di che le ho detto di mettersi al centro fra i due sedili le ho aperto le gambe e ho incominciato a scoparla e le chiedevo chi fosse meglio fra me e te lei mi ha detto che io sono il migliore di tutti gli altri sono dei coglioni a mio confronto io so come far godere una donna allora io chiedevo e Francesco cos’è? e lei : è solo un cornuto che non mi sa far godere

IO: l’hai penetrata con o senza preservativo?

LINO: COL PRESERVATIVO e cosi’ è andata avanti per un ora e mezza circa cambiando piu’ volte posizione lei sopra di me mi guardava e mi diceva che sono bellissimo e io facevo la stessa cosa con lei

IO: è venuta?

LINO: non gliel’ho chiesto ma penso almeno 4/5 volte alla fine poi mi sono tolto il preservativo e le sono venuto addosso sul seno

IO: maledetta la macchina fotografica…… cos’altro avete detto di me?

LINO: che sei un cornuto che non sai farla godere e meriti di essere tradito perchè non vali un cazzo

IO: l’adoro…. e cos’altro ha fatto di “non fisico”?

LINO: cioè?

IO:cioè oltre che dallo sguardo quando appoggiava la testa sulle tue spalle hai avuto da altre cose la sensazione che stesse facendo l’amore con te e non semplicemente scopando?

LINO: no oltre la testa no

IO: tipo per esempio lei mi ha raccontato che mentre lo facevate lei ti diceva di amarti… che mi avrebbe la sciato per te ecc… ovviamente credo che questo rientri proprio in ciò che avevo richiesto io e che quindi nn fosse vero… ma tu hai avuto la sensazione che un fondo di verità ci fosse?

LINO: non lo so Francesco in fondo io non la conosco lei perchè, secondo te, ha detto quelle cose?

IO: secondo me le ha dette perchè credeva stesse registrando… le avevo chiesto io stesso di farmi molto male…

LINO: ho capito si potrebbe essere

IO: oppure?

LINO: la parole amore forse è stata usata in modo improprio ma penso che ci sia qualcosa in piu’ della sola attrazione fisica

IO: ho capito… ti ha spiazzato venerdì dicendo queste cose?

LINO: un po’

IO: è la prima volta che senti un’umiliazione del genere? O ti ha spiazzato per la sensazione che non sia solo un gioco per lei?

LINO: non lo so Francesco alla fine anche per me è un gioco quindi mi va bene tutto

IO: certo capisco… ti chiedevo il motivo per cui ti ha spiazzato…

LINO: tra l’altro perché non so se fosse vero oppure se lo dicesse cosi’ per farti ingelosire

IO: e tu come hai risposto?

LINO: che mi faceva piacere, ma non ho approfondito

IO: hai mai *fantasticato* sul fatto che potesse essere vero? Cio come FANTASIA ti piacerebbe si innamorasse realmente di te?

LINO: non lo so comunque penso di si a chi non farebbe piacere

IO: infatti…. cosa hai provato venerdi a rivedermi dopo la serata?

LINO: una bella soddisfazione è stato bello scopare la tua donna e sapere chea te faceva piacere

IO: wow…. ricordi cosa hai pensato esattamente in quel momento?

LINO: ho pensato : io sono meglio di questo cornuto

IO: wow sarebbe stato troppo bello per chiudere la serata se lo avessi detto!

LINO: la prox volta allora te lo dirò, io molte volte non so che reazioni potresti avere quindi faccio un passo alla volta

IO: capisco…. ma quando ti dico che puoi andare sul pesante….. puoi TUTTO!!!

LINO: ok se ricapiterà so come comportarmi

IO: ricapiterà certamente vuoi sapere come abbiamo continuato io e lei venerdì?

LINO: be’ si sono curioso come avete continuato?

IO: lei si è sdraiata sul divano e le ho baciato i piedi e il seno dove le eri venuto tu… dopo quando si è stancata di farsi baciare i piedi mi ha spinto con i piedi e mi ha detto “ora ti racconto cosa abbiamo fatto, cornuto”. Mi son messo di fronte a lei inginocchiato a terra mi ha detto che ha passsato una bella serata… che si è divertita tanto che sta bene con te… e non quando scopa con me che sn un brutto cornuto buono a nulla… mi ha detto di toccarmi mentre ero in ginocchio davanti a lei… e sn venuto in un fazzoletto mentre mi diceva queste cose… inginocchiato e con lo sguardo basso cm un verme…. lei non mi ha minimamente sfiorato…. si sentiva tua e voleva continuare a sentirsi tale…. tutto qui…

LINO: che storia

Mentre leggevo ciò che scriveva Lino non potevo fare a meno di immaginare la situazione. Sì immaginare era tutto ciò che avrei potuto fare per una scena che non mi aveva certo visto come protagonista! Ma di sicuro ero protagonista di questo strano dolore che mi accompagnava durante tutta la lettura.

A presto!

gennaio 15th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

[... Continua dal post precedente]

Erano circa le 2:30 e per la strada deserta sento un rumore di tacchi e alcune risate… Scatto in piedi e vado verso la finestra per vedere se sono loro ero come un cagnolino che si aspetta possa rientrare il suo padrone! Sono loro ed io ero lì a scodinzolare al settimo cielo! Non dimenticherò mai lo sguardo dall’alto in basso che aveva Lino nel guardarmi.

Quando sono entrati lei ancora non mi ha salutato, ma era sorridente e radiosa e mentre era abbracciata a lui mi ha detto:

Devo dirti una cosa… Ho dimentacato la fotocamera nella tua auto. In più credo che il registratore vocale si sia spento…

Ci sono rimasto veramente di merda! Era l’unico modo in cui avrebbe tenuto anche me in considerazione! Avrebbe potuto anche tornare indetro quando si è accorta di non aver preso la fotocamera, ma evidentemente… era troppo presa da lui per tornare due minuti! Era troppo presa per mandarmi un sms e rassciurarmi sul fatto che non aveva visto l’ora e che stava per rientrare… Era troppo presa!

Poco dopo Lino andò via e rimanemmo soli. Io ed Erika. Lei si sedette sul divano ed io inginocchiato davanti a lei, come uno schiavo che implori grazia, le baciai i seni. Allora lei socchiudendo i suoi occhi mi disse:

Siii, dai non baciarle solamente, leccale le tette. È lì che è venuto…

Solo allora riconobbi quell’odore sulla sua pelle. Mi sentivo così umiliato: stavo leccando il suo seno con un’odore forte di sperma, ma non di un uomo qualunque, ma del ragazzo di cui lei era ormai evidentemente presa mentalmente!

Successivamente presi a massaggiarle e baciarle i suoi piedi per qualche minuto, quando a un tratto con i suoi piedi mi spinge sul viso facendomi cadere all’indietro e mi dice:

Non mi toccare più finchè non te lo do io il permesso. Voglio continuare a sentirmi sua! Ora segati che ti racconto tutto, cornuto!

Ho passato una bellissima serata con Lino, sono stata davvero bene ed ho goduto tanto! Non come quando sto con te… Con lui mi sentivo protetta, sentivo di avere un uomo affianco, finalmente, non un ragazzino!

Siamo andati a bere qualcosa e ci siamo baciati tanto prima di scendere dall’auto. Nel bar non abbiamo resistito tanto, avevo troppa voglia di lui. Quando esco con te non mi va quasi mai di scopare dopo, invece stasera con lui ero totalmente bagnata e su di giri non ce la facevo, volevo essere presa da lui!

Ci siamo fermati subito in una campagna e mi ha presa lì in auto, come una puttana! È stato bellissimo perchè volevo essere la sua puttana! Mentre scopavamo gli dicevo quanto fosse bello, molto più bello di te. Gli ho detto che tu sei un brutto cornuto buono a nulla! Che sto con te perchè mi fai pena, e che fosse per me ti lascerei per lui. Gli ho detto che lo amo!

Rimasi di ghiaccio! Continuavo a segarmi inginocchiato davanti a lei, ma non riuscivo a guardarla negli occhi. Lo sentivo nella sua voce quanto si stesse eccitando a schiacciarmi così! Si sentiva onnipotente, contenta di vedermi schiacciato, umiliato eppure servile nei suoi confronti! E aggiunse:

Ovviamente non è vero che sono innamorata di lui, l’ho detto perchè ero convinta che il lettore mp3 stesse registrando, e volevo esaudire la tua richiesta di schiacciarti! E sai una cosa? Mi piace umiliarti, brutto cornuto buono a nulla! Si fatti la sega solo quello puoi fare!

È vero sono presa da lui, non solo fisicamente, ma sono anche sicura che non sia amore. Amo te, brutto cornuto!

E mentre diceva questo venni in un fazzoletto. In ginocchio davanti a lei. Con lo sguardo basso. Come un verme.

E subito dopo con un tono di voce dolcissimo mi disse “Ora basta con questa cosa, vieni qui amore, fatti abbracciare. Ti amo!“.

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

gennaio 14th, 2010  Posted at   Sesso con il bull, Umiliazione - Cuckold Estremo

Questa esperienza, insieme alla successiva, è stata sicuramente una delle più umilianti!

Come scrivevo in precedenza ci sono momenti in cui il mio lato masochista viene fuori e si mescola al mio folle amore per Erika…. distruggendomi ed eccitandomi! Uno di questi momenti è culminato nella seconda metà di novembre.

Giovedì 19/11 Lino mi contatta su Msn dicendomi che Erika stessa gli aveva chiesto di poter uscire da sola con lui l’indomani. Da sola vuol dire, ovviamente, senza me tra i piedi.

A Lino risposi che non solo la cosa mi stava bene, ma, in quel periodo in cui stavo conoscendo il mio lato masochista, mi avrebbe anche eccitato e non poco. Allora lui, conoscendo le nostre precedenti avventure, rincarò la dose proponendomi il gioco del telefono che avevamo già vissuto con Vito. L’indomani sera però avrei dovuto lavorare e quindi proposi una piccola variante di un registratore vocale. In più mi chiese se mi andasse di vedere anche qualche foto. Come potevo rifiutare? Ci accordammo per l’indomani sera io avrei accompagnato Erika all’appuntamento.

Prima dell’incontro approfondii tanto con Erika quanto con Lino l’aspetto umiliante della situazione: avevo chiesto ad entrambi di non andare per il sottile nel registrare i commenti su di me, in ciò che si sarebbero detto ecc… Ero deciso più che mai a conoscere tanto il profondo dolore dell’eccitazione quanto l’eccitazione del profondo dolore! A Lino chiesi perfino di potermi mandare un’email o comunque di raccontarmi tutto quanto sarebbe accaduto nei minimi dettagli. Mentre Erika mi rispose che la mia umiiliazione era proprio uno dei motivi fondamentali che l’avevano spinta a proporre l’uscita da sola con lui, visto che le piace schiacciarmi e sentimi ai suoi piedi, sentirmi il suo cagnolino, e che se avessi voluto esser trattato ancora più male lo avrebbe fatto a patto però che, il giorno dopo la serata di perversione ci sarebbe stata una serata di amore e coccole. Le sorrisi e abbracciandola le risposi “Sei un tesoro!

La andai a prendere e quando entrò in auto mi salutò a malapena: aveva gia indossato i suoi panni di dominatrice! Aspettammo Lino all’appuntamento mi salutò stringendomi la mano, incrociai lo sguardo di Erika la quale mi disse: “Bè?! Che aspetti ora puoi anche andartene!” e non mi salutò! Tremavo come una foglia: ancora una volta ero di fronte alla realizzazione di una mia fantasia e forse temevo di non reggere al confronto con me stesso!

Il tempo non è mai trascorso così lentamente come quella sera… Un’ora… Due ore… Tre ore e scatta l’ora in cui come da programma sarebbero dovuti rientrare… Ma nulla. Passa ancora mezz’ora…. un’ora oltre quella per cui eravamo d’accordo, ma nulla! Nemmeno un sms. Provai a chiamare lei sul cellulare, ma non rispondeva: è stato allora che sono sceso nelle viscere del mio dolore, le gambe mi reggevano a malapena, tremavo ancor più di prima e… due lacrime scesero lungo le mie guance. Eppure in questo dolore ero follemente felice, felice di provarlo per lei, quasi fosse un’offerta per la mia divinità!

Ecco, ora stavo comprendendo il senso del mio gioco, il senso di questa perversione: non l’assenza di gelosia, tutt’altro: il volerne cavalcare l’onda vivendo pienamente la forte emozione della gelosia!

[Continua nel prossimo post...]

dicembre 22nd, 2009  Posted at   Umiliazione - Cuckold Estremo

Il problema con Lino è che nessuno di noi tre ha la possibilità di ospitare. Così la cosa più ovvia è aspettare che qualcuno di noi abbia la propria casa libera, come quel venerdì di metà novembre in cui avevo la mia casa libera, anche se ero vincolato dal fatto di dover ultimare un lavoro entro il fine settimana.

Come spesso accade quando non ho la possibilità di uscire a causa delle mie scadenze lavorative Erika viene a passare la serata da me standomi affianco… Ed esattamente come un gatto coccolone, mentre lavoro poggia la testa sulle mie ginocchia e si lascia accarezzare a lungo (essì Erika è anche e soprattutto questo), così proposi a Lino di unirsi a noi intanto che finissi le mie cose per scambiare due chiacchiere e poterci conoscere meglio.

Di solito, in queste occasioni, non dovendo uscire, ad Erika bastano indumenti informali: un jeans, una maglietta o una felpa e due semplici scarpe, ma quella sera mi raggiunse vestita di tutto punto: stivali neri con tacchi a spillo, calze aturoeggenti color carne, minigonna nera e un top scuro oltre ad un trucco impeccabile! Capii subito che questo era dovuto all’imminente arrivo di Lino, ma preso dall’eccitazione iniziai a sfiorarle le gambe e baciarla. Anche lei mi baciò molto vigorosamente ma questo durò solo qualche secondo, appena il tempo di avere un’erezione fortissima, quando si staccò da me, e con la testa china ma gli occhi alti, con quell’aria di furbetta, sorridendo mi disse:

No! Tu no! Stasera non sono per te!

Rimasi un attimo interdetto e così Erika velò questo suo istinto dominatore con un blando pietismo aggiungendo:

Ti va se facciamo così?

Che senso avrebbe essere coinvolto quando so benissimo di non esserlo nella sua mente? Inoltre avevo davvero tanto da fare e quindi ne avrei approfittato per finire le mie cose.

Poco dopo arrivò Lino e versai da bere per tutti tre, ma Erika non perdeva occasione per attirare le sue attenzioni: anche nel bere il suo limoncello ne approfittava per fissarlo mentre mordicchiava il bordo del bicchiere!

Poi ad un tratto Lino dice una frase che non ricordo bene a cui Erika rispose

… E io aspetto…. Non so cosa sto aspettando…

di sicuro indirizzata ai suoi tentennamenti. Lino le permise a malapena di terminare la risposta che le cinse il braccio attorno alla vita portandola con forza verso di sè e iniziandola a baciare con gran foga. Si baciarono per almeno 5 minuti, e io ero rimasto lì con il mio bicchiere in mano… Non sapevo cosa fare, o cosa dire, mi sentivo terribilmente di più… Io, il ragazzo di Erika, mi senivo di troppo in quel momento… Gli dissi di seguirmi nell’altra stanza in cui c’era un grande divano ad angolo con superficie camosciata. Lì lui le tolse subito il top e la gonna lasciandola solo con reggiseno, perizoma, autoreggenti e stivali, continuò a baciarla togliendole quasi tutto il trucco dal viso mentre le tolse via anche il reggiseno.

A quel punto, poi fu Lino a togliersi i propri indumenti mostrando un fisico davvero ben curato, dal petto all’addome, dalle braccia alle gambe. Mi resi conto che di sicuro doveva essere l’amante di Erika con il fisico migliore di tutti quelli avuti. Mi faceva uno strano effetto vedere Erika posseduta da quel fisico praticamente perfetto, mi rendevo conto che se anche avessi partecipato di sicuro non avrei potuto reggere il confronto con lui. Vedevo Erika scogliersi ed infuocarsi contemporaneamente tra le braccia di un uomo che avevo riconosciuto superiore a me… Ebbi un piccolo momento di sconforto e mi allontanai per poter continuare il mio lavoro…

Ovviamente, però, a lavorare così non si riusciva, e meno che mai quando iniziai a sentire le urla di Erika, che ormai non ricordava più dove fosse il contegno…. Non resistetti e tornai dietro la loro porta ad origliare, ero così fortemente eccitato ed umiliato che dicisi di riaprire la porta e tornare dentro a vederli… vidi Erika ancora con stivali ed autoreggenti che lo cavalcava stando a cavalcioni senza di lui.  Da dietro potevo notare le dimensioni di Lino, che come tutto il resto del suo corpo, mi comunicarono un senso di inferiorità: non tanto in lunghezza quanto in spessore. Erika mi aveva sempre detto che preferiva lo spessore “modesto” come il mio, ora invece si stava dimenando su quel cazzo davvero molto spesso! L’altra cosa su cui mi fermai a riflettere fu che in quella posizione con me Erika non resiste più di qualche minuto e poi dice di essersi stancata le gambe, mentre con lui, erano almeno 10 minuti che lo cavalcava! Insomma Erika se lo stava sbranando. Poi Erika si voltò verso me, mi lancio uno sguardo da cannibale che mira alla sua preda, e sempre guardandomi, mentre intanto continuava a cavalcarlo, passo la lingua sulle proprie labbra dicendomi: “vedi come sono troia?”. Poi voltò la testa nuovamente verso lui e riprese a baciarlo con foga.

Si stava facendo tardi e decisi di riprovare a tornare alle mie faccende, ma invano. Le urla di Erika non lasciavano la mia testa, e tornai nuovamente ad origliarli. Tra i loro lamenti sentii qualche stralcio di dialgo che più o meno era così:

Lino: Cosa ti piace di me?

Erika: Tutto, il tuo petto, le tue braccia, i tuoi addominali….

Lino: E di Francesco cosa ti piace?

Erika: La sua dolcezza!

In pratica Erika gli aveva appena detto che in confronto a lui di me non le piaceva nulla fisicamente…. Insomma aveva suggellato la sua superiorità!

Entrai e di lì a poco Erika prese a segare e leccare quel grosso cazzo fino a fargli riempire il suo preservativo… Erika dopo si lasciò andare sul divano esausta mentre Lino si rivestiva, e mi chiamò al suo fianco “ordinandomi” di farle le coccole. Poi mi disse:

Erika: ti è piaciuto guardarmi?

Io: Si!

Erika: Si?!?! E chi ti ha detto che potevi guardare?!?

Mi gelò il sangue questa sua domanda, la guardai e notai un sorriso beffardo… Abbassai lo sguardo mentre continuavo ad accarezzarle le gambe e riuscii a sibilare un semplice

Io: S… scusa…

Restammo un po’ tutti tre a parlare e si fecero inesorabilmente le due passate, così Lino si offrì di accompagnare Erika. Così dopo le telefonai chiedendole di cosa avessero parlato… Ma mi rispose che non avevano parlato di nulla di importante e che si erano baciati con molta foga prima di salutarsi. Questa fu indubbiamente una cosa che mi fece nient’altro che male… Baciarla al suo rientro sotto casa è una di quelle prerogative che non vorrei mai perdere con lei, e mi ripromisi che d’ora in poi l’avrei sempre riaccompagnata io.

A presto, il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

Trovare un titolo per questo post è stata davvero cosa non facile, dato che, per dovere di cronaca in ordine cronologico, devo raccontare più cose.

Il primo aneddoto importante è quello del nuovo Club Privé. Come ricorderete, il club privé che frequentavamo era stato chiuso da un blitz delle forze dell’0rdine, e questo ci aveva lasciato “a piedi” per un po’ di tempo, finché seguendo le indicazioni di alcuni amici conosciuti nel privé ormai chiuso e cercando informazioni su internet, riguardo il posto e le indicazioni stradali riuscimmo a raggiungere quello che sicuramente è il miglior club privé della nostra zona e, forse, del centro-sud! Giunti lì restammo impressionati dalle auto presenti nel parcheggio, sintomo di una buona selezione. Dopo i doveri burocratici, lasciato l’ingresso, all’interno fummo impressionati dallo sfarzo del posto, restammo a bocca aperta: mi ricordava davvero la villa della loggia massonica in cui si intrufola il protagonista di “eyes wide shut“! A questo si aggiungeva l’area con due piscine (di cui una idromassaggio), bagno turco, sauna, e persino un solarium! La sala video del precedente club era uno stanzino con due divanetti un tavolino e un vecchio televisore a CRT, mentre questa era davvero un piccolo cinema porno all’interno della villa stessa! La selezione era ben fatta, bei singoli distinti, belle coppie, e c’era anche qualche coppia giovane della nostra età. Ma soprattutto la cosa che mi impressionò positivamente fu la presenza di un corpo di security composto da 5 – 6 uomini che giravano per il club restando collegati tramite auricolare. Per intenderci le auricolari potevano anche essere finte, ma di sicuro ispirano un senso di sicurezza che ti porta a vivere la serata in maniera davvero spensierata! Insomma, che dire, questo club privé era davvero uno spettacolo e da allora, ci siamo ritornati ogni sabato, anche se questo ci porta ogni settimana a fare 2 ore di auto (più altre 2 ore di auto per il ritorno, quindi in tutto 4)!

L’altro fatto importante da raccontare è che dopo il sabato della fortissima esperienza raccontata nel post precedente non abbiamo più rivisto Vito, in quanto si è fatto sentire molto meno e ho colto la palla al balzo per stroncare sul nascere il crescente coinvolgimento mentale di Erika nei suoi confronti, facendo leva sull’orgoglio di Erika nello spingerla a non ricontattarlo! Inoltre, c’è da dire, che una esperienza così forte lascia un gran segno anche quando l’eccitazione è ormai finita e questo mi ha indotto a parlare con Erika per chiarire che un altra esperienza in mia assenza o comunque umiliante per me sarebbe stata vissuta solo dietro mio espresso consenso e comunque molto raramente. Non che non mi fosse piaciuta questa esperienza, anzi, ma semplicemente volevo riprendere le redini dei mie sentimenti dando carta bianca solo quando mi sento pronto per questo al 1000% e in questo modo godere al massimo di queste situazioni più estreme. Questo comunque non avrebbe precluso la possibilità da parte di Erika di poter riproporre un’altra situazione del genere, io ovviamente avrei potuto rifiutare come accettare! L’unica eccezione al mio consenso (ma non alla sporadicità) sarebbe stata quella del caso (comunque fino ad oggi, quindi per altri due mesi, mai verificatosi) di una sua avventura di nascosto, per la quale non ci sarebbe bisogno del mio consenso (ovviamente, sennò come fa ad essere di nascosto?), ma che dovrebbe subito essere rapportata al “gioco di coppia”, anche nel giorno stesso, come meglio le aggrada: con il racconto, con gli indizi, ecc. Queste accortezze, assieme alle regole descritte nel post “Cosa è andato storto con Luca, le regole del gioco”, sarebbero state d’ora in avanti le uniche regole di “buon senso” da seguire, mentre tutto il resto sarebbe stato lasciato alla fantasia/immaginazione/improvvisazione!

Ultimo aneddoto importante da raccontarvi in questo post è quello di Halloween! Ovviamente decidemmo di passare la “serata delle streghe” al club privé sopra descritto, in cui una volta arrivati, notammo che era stato aggiunto un nuovo cubo al centro della pista molto rialzato e con un palo per lap-dance, che nulla ha da invidiare ai cubi dei locali di lap-dance! Un idillio per una esibizionista e amante del ballo come Erika! Purtroppo però, per l’ocassione speciale di Halloween la pista da ballo (grandissima!) compreso il cubo era gremita, ed Erika quindi non potette fare il suo usuale strip da favola. O almeno non potette farlo sul cubo, ma sulla pista… certo non aspettò di farselo chiedere… Così mentre ballava tolse a ritmo di musica il suo cappello da strega, poi  il suo vestitino e poi il suo reggiseno restando solo con il suo perizoma.

Si strusciava a me, quando fu avvicinata da un singolo, la stessa altezza nostra circa, fisico normale, e viso da classico “bravo ragazzo”. Capii che le piaceva e li lasciai ballare… O meglio lasciai ballare Erika mentre lui cercava di ancheggiare per tentare di starle dietro… Poi mi riavvicinai e prendemmo a ballare per un po’ tutti tre assieme finché decidemmo di andare a bere qualcosa al bar… Lì ci presentammo, si chiama Gianrocco, con qualche anno in più a noi. Al bar Erika mi affidò il suo vestitino da strega per andarlo a riporlo in armadietto volendo rimanere in topless e così feci… Al mio ritorno vidi Gianrocco ed Erika a limonare avidamente vicino al bancone del bar e mi chiesi se non lo avesse fatto di proposito a mandarmi agli armadietti… Mi avvicinai, ma sembravano non essersene accorti… Mi sentivo ancora una volta eccitato, umiliato, ma anche tanto imbarazzato: non sapevo cosa fare… Finalmente scollegarono le loro bocche ed Erika mi propose di andare in camera…. Quella sera aveva le mestruazioni e non poteva far nulla, ma promise che ci saremmo divertiti lo stesso… E lì si inginocchiò, sbottonò i pantaloni di Gianrocco e prese a succhiarlo, ma senza il preservativo nonostante le mie ripetute raccomandazioni! Gianrocco, forse preso dall’eccessivo trasporto, venne praticamente immediatamente senza avere nemmeno l’erezione, sporcando il seno e la spalla di Erika. Fu davvero eccitante vederla sporca di sperma di uno appena conosciuto, e lo pensavo mentre mi avvicinavo a lei per il mio turno quando… Prende la mia testa e la porta con violenza sulla sua spalla sporca di sperma di Gianrocco…. Mi  colse alla sprovvista… Umiliandomi tantissimo nel lasciarmi sul viso lo sperma di quello sconosciuto… Forse è stata l’umiliazione più grande della mia vita, l’ho vista solo qualche volta in qualche film porno cuckold… Ma mi eccitò e non poco. E così poi si abbassò ed iniziò a succhiare anche me finché non mi lasciò schizzare sul pavimento.

La serata si concluse prendendo il numero di Gianrocco e rientrando a casa…. Ma durante il rientro mi sono arrabbiato molto con Erika per la questione del preservativo e dello sperma… Mi è piaciuto si, ma ne vale la pena rischiare un’intera vita per un minuto di piacere? Onestamente credo di no.

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore.

dicembre 14th, 2009  Posted at   Umiliazione - Cuckold Estremo

E così con i racconti arriviamo alla seconda metà di ottobre… Il 24/10/09 esattamente, una data che difficilmente dimenticherò!

Erika aveva una voglia matta di Vito, e Vito, ovviamente, una voglia matta di Erika… Vito aveva quel sabato pomeriggio libero, Erika anche, ma io no… Avevo del lavoro da sbrigare a casa entro il fine settimana… Ma Erika insistette per poterlo vedere con o senza me, con quella “dolcezza prepotente” che solo le donne conoscono… Specialmente le donne consce del loro potere. E ho ceduto al suo immenso potere su di me!

Sì, è vero, io ho a volte (non sempre) degli impulsi masochistici che mi spingono a fantasticare su umiliazioni fatte da Erika su di me, come quella che possa vedere i suoi amanti da sola, ma non ero ancora pronto, e di sicuro senza le sue insistenze non lo avrei mai proposto da me! Ma come ho già detto precedentemente il suo potere su di me è immenso, inghiottii il boccone, e pensai “forse è giunto il momento che guardi in faccia la mia stessa mente” toccando con mano le mie stesse fantasie estreme.

L’appuntamento era per le 17,30. Guardo l’orologio continuamente, penso che a questo punto lui dovrebbe essere da lei… vorrei chiamarla, ma mi trattengo… Immagino lei che sale sull’auto di un altro e lo saluta baciandolo come fossi io ed impazzisco… Poi ad un tratto squilla il cellulare. È Erika, mi chiedo come mai, visto che sono passati non più di venti minuti dalle 17,30.

Erika: Ciao Francesco, ci puoi dare le indicazioni per quel Bed and Breakfast che conoscevi?

Io: Ma come, di già? Non andate nemmeno a bere qualcosa prima?

Erika, ridendo: E chi resiste? Ci stiamo già sbranando…. Dai ti passo Vito dagli le indicazioni, e muoviti che non ce la faccio più!

Incredibile… Con me dice sempre che ha bisogno di bere qualcosa prima per creare un pò di atmosfera…. Mentre ora che era con lui, persino quel “muoviti” pesante come un macigno…. Me lo passò e iniziai a dargli le indicazioni… Ci pensai per un attimo: stavo dando le indicazioni su dove potersi scopare la mia ragazza ad uno dei suoi amanti preferiti! Alla fine un semplice grazie e riagganciò.

Io ero a casa che cercavo di lavorare ma non ci riuscivo, sconvolto ed eccitato come ero… Pensavo continuamente a loro cosa potessero fare, cosa avrebbero detto… Non vedevo l’ora di riabbracciarla… Non riuscivo a non pensare alle parole di Erika che avevo appena sentito! Mi avevano scosso, terrorizzato a causa del fatto che erano la conferma del suo grande coinvolgimento con Vito, ma mi avevano anche eccitato non poco!

Ma dopo una decina di minuti squilla ancora il telefono, è Erika, e mi sento davvero stano, ho paura a rispondere, inizio a tremare, le mie mani sono fredde…

Io: Pronto?

Erika: Vuoi sapere cosa sto facendo? Ho in mano un gran bel cazzo, e non è il tuo… Ti piace?

Riesco a sibilare un timido si… E dopo un po’ sento l’inequivocabile rumore del cazzo di Vito che stantuffa la sua bocca…. Io mi sento male, il cuore mi batte velocissimo, mi sento così umiliato, non basta sapere che è con un altro, devo anche sentire! Ma allo stesso tempo sono eccitatissimo… So che quella troia è la mia ragazza e tra qualche ora tornerà da me, e chissà cosa combinerà a me a quel punto…

La pompa va avanti per qualche minuto poi mi dice al telefono:

Erika: Ora non resisto più voglio scoparmelo metto il viva-voce così puoi sentire anche tu. Voglio che non lavori, ma che sia preso a pensare a me! Toccati se vuoi, ma non lavorare!

Io: ok!

Aveva preso davvero sul serio i miei impulsi masochistici di cui qualche volta le avevo parlato! Io ero seduto su una sedia sconvolto e mi toccavo con le mie mani gelide da questo turbine di emozioni. La sentivo gemere, e sentivo ansimare anche lui. Lei era davvero presa, gemeva a voce molto alta, ripetendogli che era bravissimo, che la stava facendo godere tanto, e ogni tanto si rivolgeva a me gridando “Mi senti? Ti piace sentire come faccio la troia?!?

Dopo qualche minuto la sentii urlare, e pensai che fosse venuta, e di lì a poco senti anche i gemiti di Vito che si allungavnao sempre più, segno inequivocabile che stava riempiendo il preservativo dentro di lei…. A quel punto sento Erika prendere il telefono togliere il viva-voce e dirmi: “Scusami amore ora chiudo ci risentiamo dopo“. E con queste due parole mi liquida chiudendo la chiamata senza darmi il tempo di rispondere… Erano le 18,15 in solo tre quarti d’ora da quando si erano incontrati avevano già fatto tutto!

Io ero a casa sconvolto, mi tremavano le gambe e decisi di fermarmi nel toccarmi, anche perchè dovevo iniziare a prepararmi altrimenti avrei fatto tardi. Ero così sconvolto che entrai nella doccia con gli occhiali e me ne accorsi che li indossavo solo quando vidi bagnarsi i vetri. Aveva ottenuto ciò che voleva: la mia mente era interamente sua.

Il tempo passava ma non ebbi più nessun segno di vita da loro… chiamai Erika alle 20, quasi due ore dopo averla sentita l’ultima volta, chiededole che fine avesse fatto e come mai non mi avesse dato più notizie. Mi rispose

Scusami, amore, ma non ho visto l’rologio, eravamo troppo presi nel farlo e rifarlo ancora… Ci vediamo tra dieci minuti

Andai all’appuntamento e ricordo che ebbi un’emozione fortissima di smarrimento nel vederla baciarlo prima di scendere dalla sua auto e venire verso di me. Mi abbracciò e sentii un forte senso di liberazione, la strinsi davvero forte, era come se mi avessero tolto un macigno dallo stomaco e dalle gambe. Andammo da me… la feci sedere sul letto e mi feci raccontare tutto. Mi disse che appena entrati in camera Vito l’aveva presa con forza e baciata vigorosamente, che non era riuscita a venire, ma aveva finto (il perchè di questo non lo conosco), mentre Vito era venuto tutte tre le volte che lo avevano fatto. Mi disse che tra le altre cose Vito aveva gradito tantissimo il fatto di farmi ascoltare la scopata al teleono, e che le aveva detto di essersi dispiaciuto di non poterla sporcare di sperma per evitare si fare casino, mentre lei tra sè e sè aveva pensato “vabbè non è un problema, dopo chiamo Francesco e mi faccio pulire da lui“.

Tutte queste cose me le aveva raccontate mentre mi aveva chiesto di scoparla per rifarsi del fatto di non essere riuscita a venire, le raccontava chiudendo gli occhi mentre scopava con me, stava evidentemente pensando ancora a lui. Godette in maniera molto intensa… Mi sentivo stringere il cazzo tra le sue labbra con una forza incredibile, poi una volta avuto il suo orgasmo mi chiese di uscire perchè “troppo stanca”. Uscii e continuai a toccarmi mentre le chiesi, se le fosse piaciuto di più con lui. Mi rispose di si. Mentre ero in ginocchio sul letto affianco a lei e mi toccavo, le chiesi di dirmi che non se ne fa un cazzo di me…. Le venne molto naturale accontentarmi, mentre ebbi un orgasmo agghiacciante che mi portò a riempire un semplice e squallido fazzoletto affianco a lei, sfogando le emozioni di questa sua prima esperienza in mia assenza.

A presto il vostro Francesco Pazzo d’Amore.


PAZZO D'AMORE – Diario di un cuckold

ATTENZIONE: Il blog contiene racconti di esperienze a sfondo erotico.

Per questo motivo, nonostante NON contenga materiale pornografico, la sua lettura è destinata ad un pubblico adulto e consapevole.